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martedì, 26 agosto 2008

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La provincia di Bolzano ha deciso di abbattere più di 2000 marmotte (da sempre per loro simbolo di attrattiva turistica). Una identica decisione era  da loro già stata adottata nello scorso anno, ma un riscorso l'aveva poi resa nulla.

Facciamo sapere al presidente Durnwalder (cacciatore) e ai commercianti del turismo cosa pensiamo di questa decisione:

Al Presidente della Provincia di Bolzano
dr Luis Durnwalder
presidente@provincia.bz.it
tel 0471 412222
fax 0471 41 2299
Alla camera di commercio di Bolzano
wifo@camcom.bz.it
All'Unione Commercio Turismo Servizi
info@verbandunione.bz.it

Questa e' un testo tipo:

In relazione alla notizia apparsa sul quotidiano La Stampa, in merito alla decisione di aprire nei prossimi giorni la caccia alla marmotta, consentendo l'abbattimento di più di duemila individui desidero esprimere il mio più fermo dissenso.
Faccio presente
1) che la marmotta è in Italia specie protetta dal 1992,
2) che il TAR ha condannato analoga deroga del 2007;
3) che le ragioni addotte per l'abbattimento, cioè che le marmotte vezzeggiate dai biscotti dei turisti abbiano sviluppato denti troppo lunghi e quindi danneggino gli alpeggi, non sembrano sostenibili.
L'Alto Adige, per indulgere ai desideri dei cacciatori, sta perdendo attrattiva per moltissime persone che, disgustate da episodi come quello dell'abbattimento del tutto non necessario del cervo e dalle continue deroghe alle leggi europee anche per quel che riguarda gli stambecchi, non intendono più trascorrervi le loro vacanze.
Distinti saluti.

Questo è l'articolo de La Stampa del 18 Agosto 2008 che spiega la situazione:

Via alla strage delle marmotte
L'Alto Adige abbatte i roditori: devastano gli alpeggi. Il Wwf: sono animali
protetti, ricorreremo al Tar
ANNA SANDRI
L'amministrazione provinciale di Bolzano ha dato il via libera: nei prossimi giorni circa 4.000 cacciatori abbatteranno poco più di 2.000 marmotte.
Inevitabili le polemiche e gli appelli di animalisti e villeggianti. «Le marmotte - spiega il presidente della Provincia (e cacciatore), Luis Durnwalder -, stanno minando i verdi prati degli alpeggi destinati al pascolo e le tane rischiano di rompere l'equilibrio della flora». Il censimento delle marmotte a Bolzano si è appena concluso. «In tutta la provincia - ha sottolineato Giorgio Carmagnola, responsabile dell'ufficio caccia - sono stati censiti 44.118 esemplari; di questi, 25.580 stanno provocando i maggiori danni ai pascoli. Da qui l'esigenza di dare il via alla caccia».
La stagione venatoria aprirà il 1° settembre. Da notare che nel resto d'Italia la marmotta è una specie protetta, come sancisce una legge del 1992. Bolzano è finita al centro di polemiche, recentemente, per l'abbattimento a colpi di pistola di un cervo, finito tra i turisti nel centro della città: l'ufficio caccia non aveva fucili in grado di sparare dardi con anestetico. Che tu sia stambecco o marmotta, quando ti svegli comincia a correre altrimenti a sera non ci arrivi. La saggezza della savana può funzionare in Alto Adige, dove la vita è dura per le specie protette: di anno in anno, di deroga in deroga alle leggi nazionali e sovranazionali,  animali che altrove sarebbero guardati con rispetto e contati con scrupolo finiscono nel mirino dei cacciatori.
Quest'anno la voce degli animalisti si alza più forte perché è fresca la ferita del cervo abbattuto a colpi di fucile e di pistola in un garage del centro di Bolzano: era arrivato per sbaglio in città, impazzito di paura per le decine di pattuglie che lo inseguivano con tanto di sirene si era rifugiato nel sotterraneo e lì, siccome non si trovava un fucile da armare con anestetico, era finito in un bagno di sangue. Un caso clamoroso, per il quale si dice abbiano pagato anche gli albergatori della zona che si sarebbero visti arrivare non poche disdette di prenotazioni da parte di clienti disgustati.
Dopo il cervo, le marmotte e gli stambecchi.
Per le marmotte la stagione dei pallini si aprirà a giorni: sono troppe e la Provincia ha deciso di concedere la caccia in deroga a tutti quei Comuni che, in misura diversa, ne hanno fatto richiesta. I roditori sono sotto accusa perché devastano gli alpeggi e li sforacchiano con le loro tane. Una leggenda metropolitana dice che la loro aggressività sia dovuta  anche al troppo ravvicinato contatto con l'uomo: nutrite a pezzi di pane e biscottini, le marmotte avrebbero smesso da tempo di fare il loro mestiere di roditori, e avrebbero di conseguenza incisivi lunghi e dannosi.
«Questo non è dimostrato - dice Roberto Maistri, responsabile del Wwf per la Provincia di Bolzano -, mentre è vero che tra qualche giorno sparare alle marmotte non sarà reato, il che fa dell'Alto Adige un posto davvero unico. È così da anni, le nostre proteste e i nostri ricorsi ci servono solo per la soddisfazione morale: quando il Tar ci dà ragione, le bestie sono già da mesi morte e imbalsamate, a fare da soprammobile nei salotti dei cacciatori».
Stessa sorte per gli stambecchi. In Alto Adige erano estinti, nei primi anni Ottanta si è deciso di ripopolare. Ancora Maistri: «Li hanno fatti arrivare da Valle d'Aosta e Piemonte. Oggi dovrebbero essere circa duemila ma sono solo 7-800, perché ogni anno c'è la deroga a una legge europea e ne fanno abbattere 70 o 80. Mica li mangiano: gli basta il trofeo«.
La caccia è una passione dilagante; il primo dei praticanti è Luis Durnwalder, presidente della Provincia e assessore alla Caccia, proprio lui che firma le deroghe. Poi, su 5 mila e 400 tesserati, ci sono le donne: sono 200, vestono completini di loden dei più tradizionali con tanto di cappello con la penna, e si dice amino posare in foto con le loro prede.
Eppure proprio su queste stesse montagne l'orso Bruno aveva salvato la pelle: spadroneggiava negli ovili e nessuno gli ha torto un pelo; appena ha passato il confine lo hanno buttato giù come una sagoma da luna park.
«Verissimo - conferma Maistri -, ma la Provincia pagava agli allevatori i danni provocati da Bruno perché avevamo addosso gli occhi di tutta Italia, era una questione di immagine, non certo di attenzione per l'animale».
«Anche quest'anno sarà il solito teatrino - prevede Claudio Calissoni della Lav -. Le associazioni animaliste chiederanno alla Provincia e ai vari Comuni la lista delle deroghe. Loro ci manderanno una montagna di incartamenti, migliaia di carte. Noi dovremo esaminarle una a una fino a trovare quelle incriminate. A quel punto presenteremo ricorso al Tar che, come ha fatto l'anno scorso, annullerà il decreto provinciale di deroga, ma sarà troppo tardi. La sentenza nel 2007 è arrivata a maggio per la caccia dell'autunno precedente».
Gli ambientalisti vorrebbero una cosa: «Chi firma la deroga paghi di tasca propria gli avvocati per presentarsi al Tar. Che paghino i cittadini è davvero troppo».

pensieri animalosi scritti da: Fioredicollina alle ore 17:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:news, articoli, proteste

lunedì, 25 agosto 2008

Anche i cani sognano la gloria. Contemporaneamente alle Olimpiadi ufficiali di Pechino, Hong Kong ha ospitato i primi Giochi 'canini' che si sono conclusi lo scorso weekend.

Corsa ad ostacoli, salto in lungo, nuoto e addirittura tapis roulant. Sono solo alcune delle discipline nelle quali si sono cimentati gli amici a quattro zampe. I cani hanno partecipato all'insolita competizione guidati nei diversi percorsi dai loro padroni e istruttori.

La cerimonia di premiazione si terra' a fine agosto.

pensieri animalosi scritti da: Fioredicollina alle ore 19:04 | Permalink | commenti
categoria:news, curiosità

venerdì, 08 agosto 2008

COMUNICATO STAMPA LAV 

22 luglio 2008

 

NO ALLA REALIZZAZIONE DELLA CENTRALE ELETTRICA AD OLIO

Località’: Area CASCINA CAVALLI – Frazione MORSELLA – VIGEVANO (PV)

 

La LAV riconosciuta con decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (15/02/07) associazione di protezione ambientale esprime il proprio dissenso all’esecuzione della centrale elettrica ad olio prevista nell’Area Cascina Cavalli nella Frazione Morsella di Vigevano (PV) che ASM Vigevano e Miro Radici Energia S.p.a. vogliono realizzare.

Come denota anche il punto 2 del proprio Statuto, la LAV si batte contro ogni forma di sfruttamento e violenza sugli animali umani e non umani, sull'ambiente e gli ecosistemi, per il rispetto del diritto alla vita di ogni essere vivente.

Essa ha inoltre lo scopo della salvaguardia della salute degli umani anche attraverso la diffusione della cultura tecnico-scientifica indicando con tutti i mezzi a disposizione, come convivere con gli altri animali in modo corretto e non conflittuale, portando gli umani da una visione antropocentrica ad una biocentrica.

L'associazione ha esclusivamente scopi di solidarietà sociale che si realizza nel settore della tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, non ha fine di lucro né alcun altro fine che sia incompatibile con quanto sopra espresso.

I motori della centrale saranno alimentati con “oli di cocco, colza, girasole, palma, soia e vinacciolo ottenuti mediante processi fisici di spremitura e filtrazione da frutti e semi di piante oleaginose.

Tali oli greggi vengono reperiti nei paesi di origine dove si trovano le coltivazioni più ricche.

Palma e cocco provengono da Malesia, Indonesia, Filippine; soia, girasole e colza provengono da America del Nord, America del Sud, Europa.”

Tale pratica per ottenere i suddetti oli, cioè l’abbattimento delle foreste originarie per coltivare olio di palma per mano delle multinazionali, è stata condannata anche da Greenpeace.

La LAV teme che le coltivazioni esistenti e le foreste verranno soppiantate senza che le popolazioni traggano particolari benefici e che gli habitat e gli ecosistemi degli animali autoctoni verranno per sempre compromessi.

L’esecuzione della centrale di Cascina Cavalli dislocata in un territorio circondato dal Parco del Ticino non prevederà nessuna VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e sorgerà a circa 4 km da un inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti.

L’incremento dell’inquinamento dettato dall’operatività della centrale sarà amplificato dall’approvvigionamento del combustibile che avverrà attraverso il trasporto su rotaia e gomma per le quali è prevista la realizzazione di una serie di infrastrutture in un’area già violentata da asfalti, rotatorie e cemento armato:

·         Infrastrutture ferroviarie per permettere ogni 10 giorni il passaggio di un treno di 900 tonnellate.

 

·         Infrastrutture per il trasporto di combustibile su gomma per un totale di 3 autocisterne ogni 2 giorni.

Pertanto la LAV in accordo al proprio statuto esprime la propria alienazione per l’esecuzione di quest’opera e sostiene il coordinamento “Vigevano Sostenibile” che si adopera per evitarne la realizzazione.

Cordiali saluti

Ufficio Stampa - Sede Territoriale LAV - Provincia di Pavia - Tel.  347/0821856 

pensieri animalosi scritti da: aleti alle ore 11:25 | Permalink | commenti
categoria:news

venerdì, 08 agosto 2008

Comunicato congiunto ENPA - LAC - LAV - WWF: Grazie agli ignavi le torture possono continuare

Ieri pomeriggio la citta' di Modena ha perso un'importante occasione per prendere posizione nei confronti di maltrattamenti gravissimi e reiterati.
Ieri pomeriggio i rappresentanti dei cittadini hanno dimostrato come si debba temere maggiormente l'ignavia che non una motivata opposizione.
Ieri pomeriggio i cittadini che avessero avuto modo di presenziare alla riunione del Consiglio Provinciale avrebbero potuto assistere ad una palese dimostrazione di quella che non possiamo definire altro che vigliaccheria politica.
Grazie al Dott. Imperiale, Consigliere Capogruppo di Rifondazione Comunista, e' stato presentato un ordine del giorno che mira a regolamentare strettamente la pratica dell'utilizzo dei richiami vivi, di fatto vietandola.
Questo non sarebbe il primo caso in Emilia Romagna, gia' la Provincia di Parma si era infatti espressa in merito, con la delibera n. 95 del 03/02/2005 che in modo analogo a quella proposta dal Dott. Imperiale, sanciva il divieto di utilizzo dei richiami vivi.
Questa pratica, ormai vetusta ed eticamente inaccettabile, consiste nel catturare uccelli selvatici e costringerli in gabbiette poco piu' grandi di loro in cui dovranno rimanere per il resto della vita. A questo si aggiunge il fatto che per far si che essi cantino in una stagione in cui per loro natura non lo farebbero, siano sottoposti a pratiche crudeli come quelle della chiusa *** cioe' vengono tenuti chiusi al buio per diversi mesi *** o della spiumatura, entrambe queste pratiche sono volte a far si che l'uccello percepisca il cambiamento di luce o di piumaggio come l'arrivo del periodo primaverile e pertanto inizi a cantare.
Lo stesso INFS "Istituto Nazionale Fauna Selvatica", organo preposto a esprimere pareri in materia venatoria, si e' espresso contro la cattura di uccelli da utilizzare come richiami vivi specificando che non sussistono nessuna delle tre condizioni imposte dall'Unione Europea per poterlo fare.
Oggi, in Consiglio Provinciale, la maggioranza dei presenti si e' chiaramente espressa a favore di questa delibera, considerata dai piu' totalmente evitabile ed eticamente inaccettabile: I consiglieri Barbieri (Lega Nord), Telleri (Verdi), Falzoni (AN), Mosca (PD), e persino il Consigliere Tagliani (UDC), pur specificando, all'inizio del suo intervento di essere cacciatore, hanno dichiarato il loro voto a favore di questa delibera, dimostrando quanto l'etica possa essere trasversale alle ideologie politiche. Le associazioni ambientaliste e animaliste presenti *** LAC, LAV e WWF *** sono pertanto rimaste sgomente nel vedere che, proprio quando le sorti della delibera sembravano risolte in modo positivo, i Consiglieri della maggioranza (tranne il capogruppo che si e' espresso negativamente) sono usciti dalla sala, facendo saltare la votazione per mancanza del numero legale.Vorremmo ricordare a tutti i consiglieri usciti *** che sottolineiamo essere quelli di maggioranza, quelli che maggiormente, cioe' rappresentano i cittadini di Modena *** che rimanere era un loro dovere. Vorremmo ricordare ai Consiglieri Malaguti, Tomei e Barbieri, ultima in ordine di sparizione, che il loro lavoro e' quello di partecipare alle riunioni del Consiglio Provinciale e di votare.Il loro comportamento e' stato vergognoso, hanno mancato di rispetto ai cittadini che li hanno votati e hanno mancato di rispetto, soprattutto, a tutti gli animali che per causa loro potrebbero continuare a essere catturati, e sottoposti a questa pratica arcaica e crudele che rasenta la tortura per il resto della loro vita.
A tutta la cittadinanza di Modena che si oppone alla crudelta' sugli animali, infine, vogliamo rivolgere un invito: al prossimo Consiglio Provinciale, che dovrebbe svolgersi il 23 di Luglio, noi ci saremo. Vi invitiamo a partecipare, per fare sentire la vostra voce, per chiedere che queste inutili torture finiscano e per chiedere a chi ci rappresenta di farlo davvero e seriamente questa volta.
Per informazioni:
LAV - Laura Panini *** 320.4795021
LAC - Emilio Salemme *** 347.4885078

No ai Richiami Vivi e alla Caccia di Piccoli Uccelli (ITALIA)
Dopo aver letto il messaggio soprastante, oltre che a vergognarvi dei nostri amministratori provinciali come ce ne vergogniamo noi (i diretti interessati evidentemente no perche' e' palese che non hanno nemmeno il minimo senso del pudore!!!) capirete perche' Vi invitiamo in via del tutto eccezionale a firmare anche la petizione organizzata dalla Lipu
http://www.lipu.it/tu_petizione_caccia-online.htm
Grazie per firmare e per inoltrare ai Vostri contatti e chi e' di Modena si metta in contatto con i referenti della LAC e della LAV (vd. in fondo)!
Raffaela Millonig & Il Team di Animali Persi e Ritrovati
www.animalipersieritrovati.org
www.aper.info
http://animalipersieritrovati.blogspot.com
PS: C'e' da chiedersi questa gente, questi politici che educazione e che esempi di vita hanno avuto...

 


Clicca sulle foto per ingrandirle!

pensieri animalosi scritti da: aleti alle ore 11:18 | Permalink | commenti
categoria:news, petizioni da firmare

giovedì, 07 agosto 2008

Urgentissimo. Persona coinvolta in traffici con animali. Descrizione:


Massima diffusione. Fate il tam tam più forte possibile.
La segnalazione è datata 27/7/2008 quindi recentissima ed affidabilissima.
Un uomo sui 50-55, barba, capelli brizzolati e gelatinati di lunghezza media, carnagione scura, di abbigliamento casual accalappia randagi o li cerca in adozione, tra la campania,
il lazio ed il molise, per inserirli in attività molto sospette. Verosimilmente sotto c'è un traffico da chiarire.
Il tizio in questione risponde al nome di Alfonso, parla con accento napoletano, vive con una signora extracomunitaria di carnagione scura.
Parla in ottimo italiano, con accento napoletano, e si mostra davvero molto amante degli animali. Chi ne entrasse in contatto, lo segnali ad Oipa Italia.
Mi raccomando. Diffidate assolutamente, perchè già coinvolto in passato in storie di traffici per vivisezione e combattimenti.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
ESTATE: SCEGLI SOLARI NON TESTATI.
Con l’invito a “pensare anche alla loro pelle”, per l’estate 2008 la LAV suggerisce di scegliere prodotti solari non testati su animali. Per sapere quali sono basta consultare la “
Guida al non testato”, ora aggiornata con le adesioni di nuove aziende cosmetiche.
Tutti i produttori inclusi nella Guida rispondono ai criteri dello Standard Internazionale “
Non Testato su Animali”, promosso in Italia dalla LAV.
La Guida, che tra i  solari presenta  anche le recentissime formulazioni contenti i filtri fotostabili, è uno strumento agile e rapido a cui fare riferimento per orientarsi nella scelta. E trascorrere una serena estate al sole!
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
SMENTITA LAV SU CANILE PARRELLI
Sta girando in questi giorni l'ennesima lettera diffamatoria e priva di alcun fondamento di verità, in merito alle attività di controllo e vigilanza svolte dalla LAV ed altre associazioni locali, sul tanto contestato canile Parrelli di Roma.
In particolare, la petizione in oggetto accusa la LAV di avere legami ed amicizie con il gestore della struttura. Prescindendo dalle responsabilità implicite all'attività di diffamazione, da stabilire nelle sedi più appropriate, l'Associazione ritiene doveroso chiarire definitivamente l'attività propria svolta negli anni sul canile in oggetto, invitando chiunque a verificare la veridicità di quanto riportato, eventualmente contattando le associazioni locali o con regolari accessi agli atti presso il comune di Roma, il Servizio Veterinario ASL Rm B o la Regione Lazio.
La Sede Territoriale
provinciale di Roma della LAV ha costantemente seguito l'evoluzione degli avvenimenti inerenti il canile sin dal 1994 quando, a seguito di un indagine della Polizia di Stato, furono perquisiti diversi canili ubicati nel quartiere Prenestino, riscontrando notevoli violazioni di rilevante gravità. 
Negli anni l'Associazione ha regolarmente svolto indagini proprie ed ha acquisito qualsiasi segnalazione proveniente in tal senso da cittadini e soci, portandole all'attenzione degli organi di controllo, Forze di Polizia, Amministrazioni locali ed Autorità Giudiziaria, attraverso esposti, denuncie e richieste di controllo, come previsto dai propri compiti statutari, tutto adeguatamente documentato e conservato.
Attività che regolarmente si sono infrante contro il muro di protezione eretto dal locale servizio veterinario ASL, che per legge rappresenta l'organo di controllo pubblico sulle strutture di ricovero per animali.
La LAV
è una delle poche associazioni che collabora con una infinità di associazioni locali, di piccole e medie dimensioni, alla ricerca di elementi probatori che possano contribuire a far chiarezza sulle accuse rivolte al canile, associazioni che, probabilmente per timore di essere coinvolte nella caccia alle streghe, non pubblicizzano gli sforzi fatti insieme tal senso.
La LAV è anche l'unica Associazione ad aver subissato il comune di Roma con richieste di controlli e di conferenze di servizi sul tema, riuscendo ad ottenere con Decreto del Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, del 09 Agosto 2004 protocollo n° 10565, una commissione di controllo sul canile Parrelli, composta da rappresentati della ASL, del Comune, della Regione e delle associazioni.
Commissione di controllo dalla quale la LAV è stata formalmente esclusa, perchè viziata da pregiudizi accusatori nei confronti del canile; ed è sempre solo la LAV ad aver espresso formalmente aspre critiche sulle conclusioni tratte dalla medesima commissione, alla fine dei lavori.
Al contrario molte delle persone che per anni hanno scritto su questi fantomatici siti contro il canile Parrelli, hanno anche avuto incontri con i nostri responsabili di settore locali e nazionali, esponendo le proprie storie, aiutandoci a raccogliere materiale, visionando l'attività da noi svolta e condividendo con noi le difficoltà burocratiche incontrate nella lotta ai canili sospetti. Le stesse persone che, dopo essersi complimentate, si sono scusate con noi per le accuse di connivenza profuse nel Web, dimenticandosi però di scrivere due righe di smentita e tranquillizzando quanti, ansiosi d'innescare la caccia alle streghe, continuano ad asserire fatti del tutto contrari alla realtà.
Ci preme sottolineare come le stesse persone che oggi scrivono accuse infamanti sulla LAV, nonostante i nostri ripetuti inviti ad un confronto, abbiano sempre taciuto e siano le stesse che continuano a richiedere ed a ricevere l'intervento dell'Associazione su diversi tipi di segnalazioni, colpendo alle spalle una delle poche associazioni che dà ancora loro ascolto, limitandosi a girare delle email e proferendo giudizi dall'alto della loro tastiera, senza mai però impegnarsi seriamente, né fisicamente né economicamente, nella salvezza concreta di qualche povero animale.
L'unico punto debole della LAV è che, nonostante gli sforzi profusi, non si riesce mai da aver sufficienti volontari per evadere le centinaia di segnalazioni,  provenienti da tutta Italia, che quotidianamente arrivano al nostro centralino. Viviamo in un paese dove le Amministrazioni ancora considerano le associazioni animaliste come una massa di allarmisti irragionevoli; l'attività svolta da tutti coloro che dialogano via email, quindi, è estremamente valida quando mirata e verificata, diventa però lesiva per il bene degli stessi animali, quando si lanciano allarmi animalisti non verificati o accuse infamanti. Dei veri e propri diffamatori che sfogano le proprie frustrazioni dettate da fallimenti animalisti personali, su associazioni di volontariato che a loro dire, dovrebbero intervenire con il proprio esercito personale, immediatamente ed in ogni angolo del Paese, prescindendo dalla gravità delle singole situazioni o assumendo con la forza le funzioni esclusive delle Forze di Polizia. L'Associazione continuerà a dar voce a quanti abbiano il coraggio di lavorare seriamente, esponendosi e fornendo materiale fondato, invitando quanti avessero ancora dubbi, a richiedere un incontro con i nostri responsabili di settore, per verificare quanto da noi asserito. I legali della LAV stanno esaminando la possibilità di presentare azioni contro i responsabili della diffusione di notizie false e diffamanti per l'associazione.
Staff Settore nazionale cani e gatti LAV
E_mail: caniegatti@lav.it
pensieri animalosi scritti da: aleti alle ore 12:33 | Permalink | commenti
categoria:news, informazioni utili

mercoledì, 06 agosto 2008

Isabella, Golden Retriever adotta tre cuccioli di tigre abbandonati dalla madre subito dopo il parto! Molti animali tenuti in prigionia lo fanno, e l'uomo ancora insiste!!!!

LA STORIA COMPLETA, CLICCA QUI'

 

Ringrazio l'amica Passatorcortese per avermi 'passato' questo bel post!

pensieri animalosi scritti da: Fioredicollina alle ore 13:02 | Permalink | commenti
categoria:news, articoli

lunedì, 04 agosto 2008

Qualche giorno fa abbiamo già segnalato questo numero di telefono, ma oggi lo ricordiamo unitamente ad alcune precisazioni sulle Ronde Antiabbandono di AIDAA, si cercano anche volontari, come potete leggere in fondo all'articolo.

Dal 27 luglio è possibile inviare un sms al numero di cellulare 334 1051030 di IO L'HO VISTO segnalando avvistamenti di cani abbandonati sulle strade ed autostrade italiane. L'SMS sarà inoltrato direttamente al servizio delle RONDE ANTIABBANDONO di AIDAA che per tutto il mese di agosto presidieranno oltre 300 punti sensibili delle strade ed autostrade italiane in particolare, caselli, aree di sosta e servizio e svincoli delle tangenziali con oltre 450 volontari allo scopo di prevenire gli abbandoni e accudire i cani abbandonati sulle strade italiane.
I volontari dell'AIDAA agiscono in gruppi di cinque persone e avranno tra i loro compiti anche quello di raccogliere segnalazioni su coloro che abbandonano gli animali e procedere poi alla denuncia penale di coloro che si rendono responsabili di questo reato penale.
La collaborazione tra Io l'ho visto e le RONDE ANTIABBANDONO DI AIDAA ha come obiettivo primario quello di sveltire gli interventi di soccorso degli animali abbandonati, quindi chiunque veda un animale abbandonato sulle strade o autostrade potrà inviare un semplice SMS al numero 334 1051030 e lo stesso sarà inviato automaticamente alle ronde antiabbandono che provvederanno direttamente a soccorre l'animale se questo si trova in una zona dove stanno operando i volontari, oppure saranno attivate le altre associazioni animaliste presenti sul territorio e la polizia stradale per quanto riguarda gli abbandoni sulle autostrade.
A questo proposito si cercano ancora volontari per garantire un presidio continuo e capillare. Per possibili per eventuali adesioni basta scrivere una mail a: ronda.aidaa@libero.it oppure telefonare al 347 8883546.
Queste e altre notizie su http://www.prontofido.net/
Ricordate. MEMORIZZATE SUL VOSTRO CELLULARE QUESTO NUMERO: 334 1051030 potrebbe essere utile!!!!!
NON ABBANDONATE GLI ANIMALI! Dici no ANCHE TU all'abbandono! by Marnu e i mici
pensieri animalosi scritti da: Fioredicollina alle ore 07:06 | Permalink | commenti
categoria:news, informazioni utili

sabato, 02 agosto 2008

PETIZIONE CONTRO LA CACCIA
In Italia milioni di piccoli uccelli protetti vengono uccisi legalmente!
Cambia il loro destino con la tua FIRMA!
Aderisci
alla petizione per l'abolizione, su tutto il territorio italiano, della caccia in deroga ai piccoli uccelli protetti in base all'articolo 9.1.c della Direttiva Uccelli.
Aiutaci ad abolire la pratica di abbattere, utilizzando una deroga a mero scopo di divertimento, milioni di piccoli uccelli.
FIRMA QUESTO APPELLO!
http://www.lipu.it/tu_petizione_caccia-online.htm

CORSA CLANDESTINA DI CAVALLI INTERROTTA DAI CARABINIERI A SIRACUSA PLAUSO DELLA LAV: "DALL'ARMA UN FRENO CONTRO UN FENOMENO CRIMINALE DIFFUSO NELL'AREA IBLEA"

"Quanto occorso stamattina a Siracusa è l'ennesimo episodio che mette in luce come, dietro una corsa di cavalli, vi sia sempre più spesso la presenza delle organizzazioni criminali. Risulta difficile immaginare, infatti, come centinaia di persone rigidamente strutturate con precisi compiti e mansioni possano bloccare grosse arterie di comunicazione per fare correre i cavalli. Dunque bisogna vigilare per reprimere un fenomeno criminale che ha preoccupanti collegamenti con la malavita organizzata". Questo è il commento di Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, alla notizia della brillante operazione dei Carabinieri che hanno interrotto una corsa clandestina di cavalli che si svolgeva a Siracusa sulla strada MareMonti, denunciando ventisette persone per maltrattamento di animali, manifestazioni vietate, scommesse e gioco d'azzardo. Sono stati sequestrati due cavalli (si teme che risultino dopati); secondo i militari dell'Arma ad assistere alla gara clandestina c'erano almeno 150 spettatori.
"Le corse clandestine si confermano attività in cui le organizzazioni malavitose siciliane, specie nell'area iblea, sono notevolmente presenti ed esercitano un controllo capillare. I cavalli sono costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali; spesso vengono drogati con stimolanti per aumentarne le prestazioni o con antinfiammatori per fargli sopportare fatica e dolore - prosegue Ciro Troiano -; si tratta ormai di un fenomeno di ampie proporzioni, divenuto una realtà criminale preoccupante. Le corse abusive di cavalli costituiscono per le organizzazioni criminali un sicuro e redditizio investimento dei propri illeciti introiti economici". Secondo la LAV i cavalli sfruttati in queste gare clandestine spesso sono utilizzati anche nel corso dei palii paesani che si svolgono durante le feste religiose. Proprio il richiamo a tali convivenze ed al controllo delle organizzazioni mafiose sulle scommesse, è stato alla base di un ottimo intervento del Prefetto di Siracusa, Benedetto Basile, che ha vietato dal 2006 i palii in varie cittadine della Provincia (es. Palio di Avola, Floridia ecc.).
"La LAV plaude per la brillante operazione dei Carabinieri e per l'impegno del Comandante provinciale col. Massimo Mennitti - conclude Troiano - al quale va tutta la nostra gratitudine per avere stroncato gli interessi della zoomafia nello sfruttamento dei cavalli. Ricordiamo con ammirazione che l'Arma dei Carabinieri di Siracusa è già intervenuta in passato bloccando altre gare ippiche illecite e con investigazioni mirate come quelle che hanno portato alla denuncia di 9 persone per uso di doping nel palio di Floridia del 2006".
Palermo-Roma, 28/07/2008

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domenica, 27 luglio 2008

Ricevo e pubblico:

Care amiche, cari amici

Nel canile SOS-Tierheim della cittá Gunzwil sono stati uccisi 24 cani provenienti dall'Italia. Motivazione: la capacitá del canile era superata, dovevano diminuire, e i cani randagi italiani non si riusciva a piazzare.
Il link telezueri porta alla puntata del tg, ma essendo in svizzero tedesco, un dialetto difficile da capire, non ho potuto afferrare tutto.
A quanto pare, l'associazione Vier Pfoten gli aveva offerto dell'aiuto, ma non l'hanno accettato. Il canile sostiene che andavano uccisi questi cani, non ho capito bene (perché non parlo tedesco svizzero, non é facile da capire) per quale motivo, forse per salute o problemi comportamentali. In ogni caso il veterinario delle "asl" ha replicato che non c'era motivo per uccidere tutti questi cani. L'associazione Vier Pfoten ha sporto denuncia.

In Svizzera (al contrario della Germania, dove per uccidere un cane in un canile si deve dimostrare gravi motivi) l'uccisione dei cani nei canili non é veramente vietata. Non si dovrebbe... ma.
Sarebbe bene riuscire a risalire CHI qui dall'Italia ha mandato cani in tale regione, mi pare sia dalle parti di Zurigo.

Vorrei ribadire: non ha senso mandare un cane all'estero, se va a finire in un canile. Mandate cani solo se avete una famiglia definitiva, e riassicuratevi che ci sia almeno per alcuni mesi qualche controllo sulla
famiglia che ha adottato il cane!!!! Le adozioni all'estero vanno benissimo, ma non devono avvenire all'acqua di rose! Si a famiglie controllate, no a canili in paesi, dove l'uccisione degli animali nei canili non é vietata!!! Inutile fa cadere gli animali dalla padella nella brace!

Canile incriminato:
*
http://www.sos-tierheim.ch/index.html*>
<
http://www.sos-tierheim.ch/index.html>
gestori: Dieter e Erika Dilger

ciao
Cornelia

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domenica, 27 luglio 2008

ESTATE, LAV: PER PROTEGGERE LA VOSTRA PELLE SCEGLIETE SOLARI NON TESTATI SU ANIMALI: PENSATE ANCHE ALLA LORO PELLE! DISPONIBILE SU WWW.LAV.IT LA NUOVA “GUIDA AL NON TESTATO SU ANIMALI”

Per l’estate 2008 la LAV invita a orientare i nostri consumi verso prodotti solari non testati su animali, scegliendo così di salvaguardare la propria pelle e quella degli animali. Anche i solari, come tutti cosmetici, possono essere sperimentati su animali. Ogni anno, infatti, migliaia di animali muoiono sfigurati, bruciati e intossicati a causa dei test, nonostante siano già disponibili circa 10.000 sostanze utilizzabili dall’industria cosmetica per formulare i propri prodotti e nonostante la possibilità di utilizzare efficaci e non cruenti metodi alternativi.
“Acquistare prodotti non testati su animali è una scelta etica ed una garanzia in più per la pelle di adulti e bambini - dichiara Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione – Per orientarsi nella scelta, sul sito internet della LAV ( http://www.lav.it/index.php?id=715)
è possibile consultare la nuova “Guida al non testato”, aggiornata con le nuove adesioni di aziende cosmetiche, tra le quali alcune che hanno in catalogo una linea di solari, già aggiornati con i nuovi filtri fotostabili.”
Il 2009 sarà un anno cruciale per la sorte degli animali utilizzati a fini sperimentali: entrerà in vigore il bando per la maggior parte dei test su animali nella produzione e commercializzazione di cosmetici. Per il divieto totale dell’uso di animali in questa area di applicazione bisognerà aspettare il 2013. In attesa di questa data, si può scegliere consapevolmente attraverso la nuova “Guida al non testato” della LAV (http://www.lav.it/index.php?id=715).
Le aziende inserite nella Guida hanno aderito allo Standard Internazionale “Non Testato su Animali”: si tratta dell’unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale in grado di indicare ai consumatori le aziende produttrici di cosmetici che hanno deciso di non contribuire alla sperimentazione animale, impegnandosi a non commissionare e a non effettuare test su animali sul proprio prodotto e sulle materie prime che lo compongono.
Lo Standard Internazionale “Non testato su animali” è un'iniziativa unitaria delle 50 più importanti associazioni antivivisezioniste e animaliste nel mondo. La LAV, che lo gestisce in Italia, ha stilato un accordo con ICEA, Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale: unico ente riconosciuto per garantire la conformità delle aziende ai principi dello Standard.
La sottoscrizione di un’azienda allo Standard impegna la stessa a non effettuare né commissionare test su animali per i suoi prodotti e materie prime a partire da una data precisa. Se tutte le aziende sottoscrivessero lo Standard, automaticamente cesserebbero i test cosmetici su animali poiché tutte le aziende utilizzerebbero le materie prime già esistenti per formulare i propri prodotti.
Ufficio Stampa LAV  06 4461325 – 339 1742586
www.lav.it

CACCIA: REGIONE LOMBARDIA IGNORA INCREDIBILMENTE CORTE COSTITUZIONALE E APPROVA NUOVAMENTE “DEROGHE” PER SPARARE A SPECIE PROTETTE.

LAV: CHIEDE DISAPPLICAZIONE DELLA LEGGE E AVVIA AZIONE LEGALE PER ABUSO D’UFFICIO.

 

Ieri, martedì 22 luglio, il Consiglio Regionale della Lombardia ha nuovamente approvato la legge regionale che consente di cacciare “in deroga” specie protette dall’Unione Europea. Nonostante la Corte Costituzionale con sentenza n. 250 del 4 luglio, abbia sonoramente dichiarato illegittima la legge quadro lombarda n.2 del 2007 che consentiva di introdurre tramite “deroghe” specie protette nel calendario venatorio, ieri è stato ripresentato il progetto di legge che determina le quantità delle singole specie cacciabili e, per aggirare la sentenza costituzionale, i consiglieri regionali filo-venatori hanno modificato articolo per articolo la proposta di legge portando all’approvazione di un nuovo testo.

Rispetto allo scorso anno, viene triplicato il numero di esemplari cacciabili per le specie peppole e fringuello, raddoppiato per la specie storno: in Lombardia potranno praticare l’attività venatoria anche cacciatori non necessariamente residenti sul territorio regionale

“Il Consiglio Regionale della Lombardia è in pieno delirio legislativo – dichiara Simone Pavesi, coordinatore LAV Lombardia – C’è un’assoluta mancanza di rispetto della Costituzione e delle regole basilari dello stato di diritto. Questi gravi abusi sulle disposizioni comunitarie e nazionali ci costringono a portare la questione lombarda all’attenzione della Direzione Generale Ambiente della Commissione UE e presenteremo formale reclamo innanzi alla Corte di Giustizia Europea al fine di avviare una nuova procedura di infrazione in materia venatoria verso l’Italia.”

“Data la reiterazione di violazioni in materia di tutela della fauna selvatica che denotano un preciso disegno criminoso  – continua Pavesi- chiederemo all’autorità giudiziaria di accertare le eventuali responsabilità penali nei confronti dei singoli consiglieri regionali che hanno proposto e votato a favore di simili gravi provvedimenti”.

“Data l’abnormità di questi atti, in palese contrasto con la normativa di rango superiore in materia – conclude Pavesi – invitiamo le Province, gli operatori di polizia giudiziaria e i cacciatori ad astenersi dall’applicazione di questa legge per non essere a loro volta coinvolti in azioni che saranno perseguite penalmente”.
Il Consiglio ha approvato anche un altro provvedimento che consente l’allevamento e la cattura  di animali della stessa specie, da utilizzare nella vergognosa pratica della caccia con “richiami vivi”; migliaia di animali costretti in minuscole gabbie in palese condizioni di sofferenza verranno vigliaccamente utilizzati come trappole per i propri simili. Complessivamente potranno essere utilizzabili a tale scopo 46mila e 818 animali. Solo nella provincia di Brescia potranno essere sfruttati 20mila animali, nella provincia di Bergamo 18.100 mentre a Lecco-Sondrio 5.073.

Ufficio Stampa LAV Lombardia: cell.320.4788075 – lav.lombardia@infolav.org
Ufficio Stampa LAV Onlus: tel. 06.4461325 – 329.0398535 - 339.1742586 
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GELA (CL), CORSA CLANDESTINA DI CAVALLI BLOCCATA DALLA POLIZIA: 60 PERSONE DENUNCIATE, 2 CAVALLI SEQUESTRATI E SCOMMESSE PER 1700 EURO

PLAUSO DELLA LAV AL QUESTORE, DOTT. MARINO ED AL DIRIGENTE DEL COMMISSARIATO DI GELA, DOTT. BELLOMO: OPERAZIONE DI ALTO PROFILO INVESTIGATIVO CHE STRONCA SUL NASCERE GLI INTERESSI DELLA ZOOMAFIA NELL'AREA SUD DELLA PROVINCIA NISSENA

Brillante intervento della Polizia di Stato contro le corse clandestine di cavalli che si svolgono nelle arterie stradali nell'area del gelese, al confine con la provincia di Ragusa. Questa volta il blitz è avvenuto lungo l'autostrada Catania-Siracusa nei pressi di Gela: alle quattro del mattino di domenica scorsa gli agenti del Commissariato di Polizia di Gela (Caltanissetta) hanno fatto irruzione nella strada ancora non aperta al traffico veicolare, bloccando una competizione al galoppo. 60 le persone denunciate alla Magistratura (alcune delle quali con precedenti per mafia) di cui 15 indagati come organizzatori della gara clandestina e per il reato di favoreggiamento; 2 cavalli sequestrati e sottoposti ad analisi antidoping (sul posto sono infatti stati rinvenuti medicinali); 1.700 euro in contanti di scommesse scoperti grazie a due poliziotti infiltrati nella gara.
"Le corse clandestine di cavalli costituiscono per la criminalità organizzata un sicuro e redditizio investimento dei propri illeciti introiti economici - ha dichiarato Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV - come testimoniato dalla presenza di noti pregiudicati legati agli ambienti della criminalità, identificati dalla Polizia. Una sola corsa può fruttare fino a 50.000 euro e vede coinvolte nell'organizzazione varie persone ognuna con precisi compiti: fantini, stallieri, allibratori, scommettitori. Tutte le corse non possono svolgersi senza un ferreo controllo malavitoso del territorio. Per questo gli interventi messi in atto dalla Polizia sono doppiamente utili, sia sul piano della repressione dello sfruttamento degli animali (spesso drogati e fatti correre in tracciati inidonei e pericolosi) sia per il ripristino della legalità in aree ad alta densità criminale".
"Il problema delle corse clandestine dei cavalli è purtroppo diffuso in Sicilia soprattutto nell'area iblea; non è un caso, infatti, che tra gli spettatori della gara clandestina bloccata a Gela vi fossero soggetti provenienti da Vittoria (Ragusa). Questo ci fa temere - dichiara Ennio Bonfanti, responsabile nisseno della LAV - che senza il provvidenziale intervento di contrasto della Polizia di Gela vi sarebbe stato il fondato rischio di attirare nel nisseno soggetti malavitosi e "bookmaker" che operano nella zona orientale della Sicilia. Nel settore, infatti, si assiste frequentemente a movimenti di "cavaddari" da una provincia all'altra; poiché nelle province di Siracusa e Catania i Prefetti hanno vietato qualsiasi corsa di cavalli e palio paesano proprio per motivi di pubblica sicurezza e nel Ragusano sono state avviate indagini sulle infiltrazioni mafiose del palio di Acate, è evidente che adesso si cerchino altre aree più "tranquille" dove "trapiantare" queste attività illecite ed il loro corollario di interessi malavitosi".
Per questo la LAV continua a sostenere il divieto di palii paesani che già nel 2003 l'allora Questore Filippo Piritore vietò a Niscemi ed in tutta la Provincia di Caltanissetta. Lo stesso Ministero dell'Interno, nel "Rapporto annuale sulla criminalità organizzata" di qualche anno fa, in relazione all'area di Gela e Niscemi, affermava che "Le corse ippiche clandestine, svolte all'alba, nelle vie periferiche di Catania, a seguito dell'intensificarsi dei controlli da parte delle forze di polizia, vengono organizzate nelle superstrade delle zone di Gela...".
"La LAV plaude per la brillante operazione della Polizia e per l'impegno del Questore di Caltanissetta, dott. Guido Marino, e del Dirigente del Commissariato di P.S. di Gela dott. Angelo Bellomo - prosegue Troiano - ai quali va rivolto l'apprezzamento per un'operazione di alto profilo investigativo. A tutti gli agenti protagonisti di questo nuovo successo và tutta la nostra gratitudine per avere stroncato sul nascere gli interessi della zoomafia nell'area sud della provincia nissena. La LAV si augura che ai personaggi coinvolti nello sfruttamento dei cavalli vengano applicate le pene massime della legge 189/2004 contro il maltrattamento degli animali: chiunque promuove, organizza o dirige competizioni non autorizzate tra animali è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro; aumento di un terzo se sono presenti minorenni o persone armate o con promozione attraverso video, nonché reclusione da tre mesi a due anni e multa da 5mila a 30mila euro per l'effettuazione di scommesse".
Palermo-Caltanissetta, 22 luglio 2008
www.lav.it  - www.lavsicilia.it
Info: Osservatorio Zoomafia: cell. 320.4730679  -
www.lav.it/index.php?id=183

CACCIA, L'ASSESSORE LA VIA FIRMA IL DECRETO BONFANTI (LAV): "UN ABERRANTE ATTACCO ALLA NATURA, UN REGALO ALLE DOPPIETTE CHE PRODURRA' QUASI 800 MILA VITTIME AL GIORNO"

L'Assessore regionale all'Agricoltura on. Giovanni La Via ha firmato il decreto che da il via alla stagione venatoria in Sicilia sin dal 1° settembre 2008, con un'irresponsabile apertura anticipata in deroga alla legge statale che prevede invece la data della terza domenica di settembre: un ottimo regalo ai 53mila cacciatori siciliani, una micidiale condanna a morte per centinaia di migliaia di animali tra cui specie endemiche e minacciate come la lepre italica.
"Con il decreto dell'Assessore La Via per la Sicilia si preannuncia una stagione venatoria sanguinaria - dichiara Ennio Bonfanti, responsabile "fauna" della LAV Sicilia-: questo provvedimento rappresenta un aberrante attacco alla natura; basti solo pensare che, secondo il calendario assessoriale, ogni cacciatore potrà uccidere 15 animali al giorno, ovvero 795mila (!) animali al giorno per l'insieme delle doppiette siciliane".
"Con la drammatica situazione ambientale in atto (incendi, siccità, inquinamento, rarefazione delle popolazioni selvatiche, ecc.) la Regione non ha avuto il buonsenso né di sospendere la caccia né di approvare quei correttivi alle norme regionali a tutela del patrimonio faunistico - ricorda Bonfanti - come proposto dalla LAV da anni con continui appelli del tutto ignorati dall'Assessore La Via, che ha anche cancellato quelle innovazioni positive introdotte a suo tempo dall'ex Assessore on. Giuseppe Castiglione, oggi presidente della Provincia di Catania".
Secondo la LAV il calendario approvato oggi è figlio di quella politica estremista "filodoppiette" finora attuata dalla Regione: norme troppo permissive che consentono di sparare sempre e ovunque. Per legge almeno il 60% del territorio agro-silvo-pastorale di ogni provincia deve essere obbligatoriamente destinato alla libera caccia ed ogni cacciatore può entrare nei fondi privati anche contro il volere del proprietario (art. 842 del codice civile). In Sicilia si può sparare 5 giorni a settimana da un'ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, quindi in condizioni di visibilità precarie.
19.07.2008
www.lavsicilia.it

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sabato, 26 luglio 2008

NO DELL’EUROPA AL COMMERCIO DEI PRODOTTI DERIVATI DALLE FOCHE

La Commissione Europea ha adottato una proposta di regolamento che vieta di commercializzare all'interno dell'Unione Europea, di importare nel suo territorio o di esportare prodotti ricavati dalle foche. La proposta mira a garantire che sul mercato europeo non giungano prodotti ottenuti da foche uccise e scuoiate con crudeltà, stress e sofferenza.
Il commissario all'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: "Proponiamo un divieto ad immettere in commercio, importare, far transitare nell'UE ed esportare da essa prodotti derivati dalle foche. I prodotti ricavati dalle foche provenienti da paesi che utilizzano metodi di caccia crudeli non devono entrare nell'UE. L'UE s'impegna a sostenere livelli elevati di benessere per gli animali.".

L’OIPA ringrazia tutti coloro che sostenendo i nostri appelli, contribuiscono a salvare la vita a milioni di animali in tutto il mondo.

Leggi la notizia alla pagina
http://www.oipaitalia.com/caccia/campagne/canada/commercio.html
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AIUTIAMO GLI ANIMALI NEI LABORATORI DI VIVISEZIONE EUROPEI

La direttiva 86/609/CEE relativa alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o altri fini scientifici è il principale atto normativo comunitario in vigore che disciplina la tutela degli animali utilizzati a fini sperimentali. La direttiva è stata adottata nel 1986 e, da allora, non ha subito modifiche sostanziali. Ora il trattato dell’Unione Europea riconosce formalmente le esigenze relative al benessere degli animali. La Direzione generale dell'Ambiente della Commissione aveva presentato un progetto di revisione da discutere in Commissione. La proposta è stata bloccata a causa del Commissario per la Ricerca, Janez Potocnik,  il quale rifiuta di sostenere il bando dell’uso delle grandi scimmie negli esperimenti nonostante molti ricercatori concordano sul fatto che tale bando è appropriato e molti stati UE hanno già vietato l’utilizzo di questi animali.

Per favore, sostenete l’appello lanciato dall’OIPA e sollecitate il Commissario Potocnik, inviando la lettera di protesta alla pagina
http://www.oipaitalia.com/vivisezione/appelli/europa.html
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BLITZ DEI CARABINIERI E DELLE GUARDIE ZOOFILE DELL’OIPA IN UN APPARTAMENTO A MILANO

Scoperti cani e gatti allevati abusivamente in casa in condizioni igieniche disastrose.

Blitz dei carabinieri in un appartamento a Milano, dove in tre stanze vivevano 9 cani bulldog inglesi e ben 14 gatti, in condizioni igieniche terribili. Le guardie dell'OIPA erano già  intervenute dopo le segnalazioni arrivate al Garante per la tutela degli animali Gianluca Comazzi, da parte degli altri inquilini dello stabile, nauseati dal cattivo odore  che proveniva dall'appartamento, ma il padrone di casa non aveva permesso loro di entrare per un sopralluogo. Così è stato concordato l'intervento con i Carabinieri insieme alle Guardie dell’OIPA in possesso di  un regolare mandato ottenuto dalla procura di Milano. All’interno dell’appartamento viveva una coppia che evidentemente teneva gli animali per venderne i cuccioli.

Leggi la notizia e guarda il video trasmesso dal TG2 alla pagina
http://www.oipaitalia.com/ecozoofile/notizie/bulldog.html
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PETIZIONE PER GARANTIRE LIBERO ACCESSO AI CANI IN SPIAGGIA

CARI TUTTI, mancano davvero poche centinaia di firme per arrivare alla meta delle cinquemila sottoscrizione ci date una mano a firmare 8chi non lo avesse ancora fatto) e far firmare la petizione aidaa per garantire il libero accesso ai cani in spiaggia?
grazie. lorenzo croce
www.firmiamo.it/liberaspiaggiapercani
fai girare
grazie di cuore
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FISCO, TROPPE TASSE ANCHE PER CANI E GATTI
Mentre l’Europa discute di abbassare l’IVA su alcuni beni e servizi ANMVI e LAV invitano il Ministro Tremonti e il Sottosegretario Martini a ridurre la pressione fiscale sulla cura e sul mantenimento degli animali da compagnia. (Roma, 10 luglio 2008) – Bene le iniziative contro l’abbandono avviate dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, ma occorre anche venire incontro a chi non ha alcuna intenzione di separarsi da Fido e Fuffi. A partire dal contenimento della esagerata pressione fiscale che, fra le più alte in Europa, grava ancora sulle cure veterinarie e sugli alimenti per gli animali da compagnia. 
Lo ricordano ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e LAV (Lega Anti Vivisezione)  che si appellano al Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, delle Politiche Europee, Andrea Ronchi e al Sottosegretario Francesca Martini,  per ridurre l'IVA sulle prestazioni veterinarie e sul pet food, oggi fissata al 20% al pari di un bene di lusso.
L’occasione per  sostenere le famiglie italiane che hanno o desiderano un animale da compagnia - sostengono le associazioni – è servita su un piatto d’argento dall’Europa, impegnata a discutere con gli Stati Membri il riordino dell’imposta sul valore aggiunto e a concedere ai Ventisette la facoltà di ridurre la tassazione su alcuni beni e servizi.
Per ANMVI e LAV l'Italia non può esimersi dall'esercitare questa facoltà e dal cogliere l'occasione per ridurre al 10% (almeno) l'IVA applicata alle prestazioni veterinarie e ai prodotti alimentari per animali da compagnia, considerando che l'aliquota attualmente in vigore (20%) colloca la salute e il mantenimento degli animali d'affezione sullo stesso piano di un genere voluttuario.
Una riduzione dell’aliquota IVA  gioverebbe:
- ai proprietari-consumatori, agli affidatari e ai canili-rifugio del volontariato che vedrebbero decurtati gli oneri fiscali su prestazioni e beni di prima necessità per la salute e il benessere dei loro animali;
- agli animali d'affezione i cui costi di mantenimento non potrebbero più rappresentare un disincentivo alla convivenza con l’uomo e all’adozione presso i canili rifugio gestiti dal volontariato, o peggio un alibi per reati penali come l'abbandono e il maltrattamento;
Sarebbe oltremodo difficile – concludono le associazioni- giustificare agli occhi di milioni di proprietari e affidatari un alleggerimento dell'imposta sui beni più disparati, ma non su prestazioni sanitarie aventi risvolti di sanità animale e di sanità pubblica né su beni di prima di necessità come gli alimenti per animali da compagnia.
Ufficio stampa LAV - 06 4461325 – 339 1742586  - www.lav.it



PETIZIONE ON LINE PER CHIEDERE A PAPA BENEDETTO XVI DI RINUNCIARE ALL'ERMELLINO.
Roma (21 luglio 2008) "Vogliamo chiedere a papa Benedetto XVI di rinunciare alla stola di ermellino e vogliamo che a farlo siano in tanti, davvero tanti, e non solo animalisti, ma tutti coloro che credono che oggi sia indispensabile una grande mobilitazione per ricordare a tutti che gli animali sono esseri senzienti e che soffrono, hanno paura quando vengono ammazzati e portati al macello- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale AIDAA- noi confidiamo di raccogliere davvero tante firme a sostegno della nostra proposta che invieremo al santo padre nel prossimo mese di settembre e siamo certi di riuscire in questa iniziativa che per qualcuno sarà letta come una provocazione o un'attacco alle tradizioni religiose, ma che noi vogliamo invece intendere come un messaggio di amore e di pace a colui che per milioni di persone è messaggero di pace e amore".
E' partita oggi la raccolta di firme online per chiedere al papa Benedetto XVI di rinunciare alla stola di ermellino, obiettivo finale è quello di inviare entro la fine di settembre un'appello firmato non solo dagli animalisti ma anche da tutti coloro che condividono questo messaggio di pace e di amore al santo Padre per chiedere a lui un forte segnale verso la tutela degli animali e dell'ambiente partendo da una piccola ma significativa rinuncia personale.
per firmare basta collegarsi all'indirizzo online
www.firmiamo.it/papasenzaermellino
per info 3478883546-3926552051
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giovedì, 17 luglio 2008

ANIMALI, SAN CATALDO (CL). EMERGENZA ABBANDONI, LA LAV: “TOLLERANZA ZERO VERSO CHI FORAGGIA IL RANDAGISMO E MALTRATTA GLI ANIMALI”
Tolleranza zero per abbandoni e maltrattamenti di animali. Lo chiede la LAV a Comune, Polizia Municipale e Forze dell’Ordine in generale dopo l’emergenza che da settimane investe San Cataldo: numerosi cuccioli di cane, spesso dopo pochi giorni dal parto, abbandonati nei cassonetti dei rifiuti; decine le chiamate alla LAV da parte di cittadini che li ritrovano per strada; cani abbandonati nella periferia cittadini perché malati e quindi divenuti un peso per i padroni. Proprio due giorni fa alla LAV è stato segnalato l’ennesimo abbandono di 3 cuccioli di appena un giorno di età dentro un cassonetto della spazzatura in corso Europa, immediatamente allontanati da un operatore ecologico prima che il cassonetto venisse svuotato nel compattatore con una orribile fine. Successivamente la LAV si è fatta carico di soccorrere i cuccioli (vedi foto) e di concordare con gli uffici comunali l’affidamento al canile privato che svolge il servizio in appalto. Qualche settimana fa, invece, i volontari della LAV sono stati chiamati ad intervenire per due mastini napoletani abbandonati probabilmente perché malati di leishmaniosi: una femmina girovagava quasi cieca in corso Sicilia ma, nonostante i solleciti della LAV, non è stato possibile recuperare l’animale perché l’intervento del canile è avvenuto con ritardo, consentendo al cane di allontanarsi. Qualche giorno più tardi un maschio, debilitato e ridotto in una stato pietoso dalla malattia che ormai aveva il sopravvento, vagava nelle campagne di contrada Babbaura; in questo caso, la LAV si è fatta carico di accudire il cane provvedendo a proprie spese ad immediate cure veterinarie che però non hanno salvato l’animale. Adesso basta, l’inciviltà di certi Sancataldesi non può più essere sottaciuta – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile provinciale della LAV -; le Autorità preposte devono reagire con forza di fronte al barbaro fenomeno dell’abbandono, vietato dalla legge statale sul randagismo n. 281/1991 e dalla legge regionale di recepimento n.15/2000: i proprietari dei cani, infatti, spesso omettono di iscrivere all’anagrafe canina i propri animali e di sottoporli alla sterilizzazione, per cui le nascite dei cuccioli vengono “risolte” con simili crudeli metodi”. La LAV chiede all’Amministrazione Comunale di impartire le dovute direttive affinchè la Polizia Municipale inoltri apposito notizia di reato – anche a carico di ignoti – all’Autorità giudiziaria per ogni segnalazione che giunge in Municipio (e sono tante ogni settimana!) di cani abbandonati o cuccioli ritrovati, visto che l’abbandono costituisce reato ex art. 727 C.P. e maltrattamento di animali ex L.189/2004. “Relativamente a tale ultimo aspet