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mercoledì, 12 novembre 2008
Animali in condominio
• Gli animali possono stare nei condomini
• Solo in casi rari può essere imposto l'allontanamento dell'animale
• E' possibile vietare la detenzione di animali solo se nel regolamento condominiale istituito al momento del contratto di compravendita dello stabile ne viene fatta esplicita menzione
• L'assemblea condominiale non può impedire il possesso di animali neanche se vota all'unanimità
Sentenza Corte di Cassazione (sez. 1 penale) n.1109 del 9 dicembre 1999
• La Corte di Cassazione (sezione 1 penale) con sentenza n. 1109 del 9/12/99, che fa giurisprudenza e può essere citata come precedente, ha annullato una sentenza con la quale la Corte d’Appello di Bologna determinava in lire 300mila lire di ammenda e 3 milioni di risarcimento danni la pena ad un signore “perché non impedendo gli strepiti e l’abbaiare di un cane detenuto presso la propria abitazione, disturbava il riposo e le occupazioni delle persone dimoranti nei pressi”.
La Corte di Cassazione ha stabilito che “è necessario per la configurabilità della contravvenzione di cui all’articolo 659 I comma del Codice Penale (disturbo alla quiete pubblica n.d.r.) che i lamentati rumori abbiano attitudine a propagarsi ed a costituire quindi un disturbo per una potenziale pluralità di persone, ancorché non tutte siano state poi disturbate (…) è necessario che i rumori siano obiettivamente idonei ad incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone (…) tale situazione non ricorre nel caso di specie poiché l’abbaiare del cane dell’imputato ha recato disturbo soltanto ai vicini di casa, né altrimenti poteva essere, trattandosi di abitazione, secondo le testimonianze assunte (…) il comportamento omissivo dell’imputato (che non è intervenuto prontamente per far cessare i continui latrati n.d.r.) integra tutt’al piu’ un mero illecito civile (…) annulla quindi sena rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste”.
Sentenza della Pretura di Campobasso 12/5/90:
• "Qualora una norma contenuta in un regolamento condominiale vieti la detenzione di animali che possano turbare la quiete o l'igiene della collettività, il semplice possesso di cani o di altri animali non è sufficiente a far incorrere i condomini in questo divieto, essendo necessario che si accerti effettivamente il pregiudizio causato alla collettività dei condomini sotto il profilo della quiete o dell'igiene."
Sentenza del Tribunale di Piacenza sez. II 10/4/1990:
• "La detenzione di animali in un condominio, essendo la suddetta facoltà una esplicazione del diritto dominicale, può essere vietato solo se il proprietario dell'immobile si sia contrattualmente obbligato a non detenere animali nel proprio appartamento, non potendo un regolamento condominiale di tipo non contrattuale, quand'anche approvato a maggioranza, stabilire limiti (oneri reali e servitù) ai diritti ed ai poteri dei condomini sulla loro proprietà esclusiva, salvo [...] pertanto, in mancanza di un regolamento contrattuale che vieti al singolo condomino di detenere animali nell'immobile di sua esclusiva proprietà, la legittimità di tale detenzione deve essere accertata alla luce dei citeri che presiedono la valutazione della tollerabilità delle immissioni..."
Sentenza della Cassazione n.1394 del 6/3/2000:
• Se il cane abbaia non è disturbo della quiete. Se il cane non disturba una pluralità di persone ma solo il vicino "il fatto non sussiste". Perché vi sia reato "è necessario che i rumori siano obiettivamente idonei ad incidere negativamente sulla tranquillità di un numero indeterminato di persone".
La maggior parte delle persone che hanno un cane, spesso non si rendono conte del fatto che anch'esso come il gatto e come il pappagallo è un animale al 100% e spesso finiamo per snaturare il suo comportamento magari pensando di fargli del bene.
Come tutti sappiamo, il cane discende dal suo antenato lupo. Quest'ultimo vive in branchi composto da maschi e femmine, in cui vige una forte componente gerarchica.
Il cane alfa (o capobranco, che per il cane siete voi) insieme alla sua femmina alfa, stanno al vertice della piramide gerarchica. Questi non sono i "capi" veri e propri in quanto non impartiscono ordini agli altri elementi del branco ma semplicemente, attraverso gli atteggiamenti, hanno più libertà e decidono loro quando e se fare una cosa; sono loro ad avere sempre l'inziativa, a seconda che si tratti di mangiare, cacciare, giocare, ecc. Gli altri semplicemente seguono cià che essi fanno.
Nonostante quanto si pensi, il lupo non arriva spesso allo scontro diretto con gli altri membri del branco, ma comunica le proprie intenzioni attraverso il suo comportamento (drizzando il pelo, tenendo la testa alta, avendo la coda alta, ecc).
Tuttavia, nel cane, questo tipo di linguaggio si sta perdendo, in quanto l'atteggiamento verso i propri simili viene acquisito dal cane durante i primi mesi di vita dai genitori. Ma nella nostra civiltà, è uso comune pensare che togliendo prima il cucciolo ai genitori questo poi si affezionerà maggiormente alla sua nuova famiglia umana. Niente di più sbagliato.
Per avere un esemplare di cane equilibrato e che non ci dia problemi di paura o aggressività, è indispensabile lasciare il cucciolo insieme alla madre e al padre (che non per forza deve essere il vero padre naturale) il più possibile, in modo che i cuccioli possano giocare e capire il proprio ruolo una volta diventati adulti. Inoltre, saranno indispenabili numerosi contatti con esseri umani, bambini e numerose situazioni che dal cane possono essere considerate strane.. in modo che da adulto sappia di non doverle temere.
Nella nostra ignoranza, così, ci ritroviamo spessissimo con cani adulti paurosi, rompiscatole, aggressivi, incontrollabili. Una volta che il cane è cresciuto, sarà molto più difficile riuscire a modificare il suo atteggiamento verso l'esterno.. ma comunque non sarà impossibile (lavorare sull'obbedienza e sulla desensibilizzazione, magari facendoci aiutare da qualche buon esperto).
Avendo un cane, poi, sarebbe utile capire almeno le basi dell'etologia in modo da capire ciò che lui sta cercando di comunicarci.
Infatti, il cane comunica molto più di noi solo che la maggior parte delle volte noi non lo sentiamo. Ricordiamoci, che un cane prima di dare un morso, comunica con tutto sè stesso il suo disagio o la sua paura. E solo se noi riusciamo a cogliere questi comportamenti potremmo "salvare" il cane, da un'altro che lo sta infastidendo, o da una persona (o un bambino) troppo invandente. Alcuni dei comportamenti per cercare di capire il suo disagio sono i comportamenti calmanti.
Alcuni degli errori più comuni che commettiamo nel tenere un cane sono:
Durante i pasti - durante il pasto, nel branco di lupi, mangiano sempre prima la coppia alfa. Lasciando il nostro cane mangiare prima di noi, o dandogli qualcosa del nostro pasto, non faremo che creargli confusione in testa. Infatti, il cane, deve essere abituato fin da cucciolo ad aspettare pazientemente il suo turno per mangiare. Basta sgarrare una volta perchè poi non vi molli più, guardandovi con gli occhioni teneri teneri (avete presente il gatto con gli stivali in Shrek?!) e magari richiamando la vostra attenzione con la zampetta... Non viziate il cane. Questa è una snaturazione del suo comportamento! Il cane non è un bambino. Lui ha bisogno delle regole della sua specie! Non gli fate un favore, ma anzi, gli fate un torto se gli date qualcosa!!!
Stimolarlo nella predazione - fargli rincorrere una gallina libera o un gioco quando l'ha deciso lui (e non quando decidete voi!) può indurlo a rincorrere poi il gatto del vicino (o peggio: il vostro!) oppure un bambino che corre. Il cane è spesso sopravvalutato da questo punto di vista, in quanto pensiamo che egli sappia discriminare la differenza tra una gallina che corre e un bambino.. questo non è affatto vero.. (almeno per la maggioranza dei cani) e quindi non capirà perchè nel primo caso eravate divertiti e lo lasciavate fare, mentre nel secondo s'è preso sberle e calci (o magari è poi stato abbandonato o soppresso perchè ritenuto pericoloso!!!!!).
Quindi è consigliabile fermarlo fin da subito quando presenta atteggiamenti di questo tipo.
Pensare che se ha il giardino può stare solo anche per parecchie ore - una delle idee più diffuse. Il cane, anche se ha il giardino, passerà comunque tutto il tempo ad aspettarvi, pisolando pigramente. O altrimenti comincerà a scavare buche e a mangiare piante. Questi ultimi sono alcuni dei comportamenti nervosi che adotta il cane quando si annoia.
Nel caso siate obbligati a star via parecchio tempo durante la giornata, vi consiglio di prendere un altro cane (dal canile, preferibilmente..), in modo che si facciano compagnia a vicenda. Magari anche di taglia piccola, cosicchè poi portarli fuori non diventi un problema. Comunque sia non pensiate che così il vostro cane si senta realizzato. E' obbligatorio portarlo/li fuori a fare una bella passeggiata (meglio se di un'oretta almeno) e farlo/li giocare con voi ogni giorno. Non c'è niente di meglio del gioco per stabilire un'ottimo rapporto tra cane e padrone.
Per concludere, è vero che il cane è un piccolo lupo domestico, ma è anche vero che purtroppo (o per fortuna..) che qualche abitudine del selvatico l'ha persa. Ad esempio, se un branco di cani randagi tentano d'aggredire una pecora libera, avranno molta difficoltà nel braccarla e ad ucciderla. Infatti hanno perso la coordinazione e l'organizzazione del branco di lupi, oltre al fatto che non sono nemmeno capaci di uccidere bene e in breve tempo l'animale soffocandolo come invece fa il lupo. Sempre se la prenderanno, l'aggressione risulterà estremamente goffa e scoordinata, rendendo l'agonia della pecora molto più lunga.
Ricordiamoci che il cane ha delle esigenze che son ben diverse dalle nostre e chiunque prenda un cane deve assolutamente conoscerle. Viziare un cane, significa snaturarlo contro la sua natura. Queste ed altre regole, non sono consigliate.. ma sono obbligatorie se si vuole veramente bene al proprio cane!
nb. Questi ed altri comportamenti verranno successivamente approfonditi nei prossimi articoli. Per qualunque dubbio o chiarimento siete pregati di scrivere sul nostro forum.
Il BASENJI è l'unico cane che non abbaia.
I cani hanno 42 denti.
Tutti i cani conosciuti hanno la lingua rosa, quella del CHOW CHOW è nera.
Il 33% dei padroni ammette di parlare al telefono con il proprio cane.
Tre cagne hanno partorito 23 cuccioli ciascuna. Si tratta delle cucciolate più numerose mai registrate.
L'udito dei cani è molto più sviluppato del nostro. Sono in grado di sentire suoni ad altissima frequenza di cui noi neanche ci accorgiamo.

DAL COLPO DI CALORE ALLE PENSIONI, DA NON DIMENTICARE LA TOELETTA (ANSA)
ROMA, 17 GIU - Conto alla rovescia per le vacanze, sia per chi decide di partire in compagnia degli amici a quattro zampe, sia per chi sceglie di affidare fido o fuffi ad una pensione. Ecco allora le regole d'oro da seguire di Laura Torriani, segretario dell'Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), per un'estate senza sorprese.
- IN PENSIONE: per periodi brevi, meglio lasciare il gatto in casa con una persona di fiducia addetta al cibo, in grado di capire eventuali problemi. Per cani e gatti, non prenotare all' ultimo minuto e scegliere su consiglio del veterinario. Meglio fare prima almeno un fine settimana di prova. E' importante portare il proprio animale direttamente alla struttura prescelta, senza intermediari, perche' occorre sapere dove si trova e in quali condizioni, con la possibilita' di vederlo.
'La pensione piu' affidabile - sottolinea Torriani - e' quella dove si puo' entrare senza preavviso per fare visita all'animale'. Evitare 'appartamenti' pensioni, dove e' impossibile una disinfezione accurata.
'Anche per il gatto - spiega Torrioni - meglio una gabbia di 1,5 metri quadri, con possibili saliscendi e area separata per la toilette, per il rischio contagio: e' una questione di sicurezza sanitaria'. Ed e' sempre bene lasciare un contatto reperibile.
- COLPO DI CALORE: Per cani e gatti, fare attenzione agli animali di colore scuro e alle razze a pelo lungo, controllando sempre come respirano. Per un cane bastano 15 minuti in auto (anche col finestrino aperto) perchè si senta subito male. Evitare sempre di lasciarli in auto.
GATTI: I piu' a rischio caldo sono norvegese delle foreste, persiano e mainecoon, gatto americano di grandi dimensioni. Il gatto bianco invece, ha minori difese nei confronti dei raggi Uv. Quindi attenzione ad eventuali crosticine che non guariscono, specie sulle orecchie, ma anche sulla faccia e sulla punta della coda: c'e' il pericolo dell'insorgenza di un tumore.
CANI: I piu' a rischio sono gli anziani cardiopatici. Evitare per tutti passeggiate nelle ore piu' calde e sull'asfalto rovente. Al mare, bulldog e carlino oltre a pechinese e shitzu, con il muso schiacciato, hanno difficolta' respiratorie e vanno tenuti sempre al fresco, quindi la spiaggia sarebbe da evitare.
'In caso di dubbio - spiega Torriani - togliere subito l'animale dal sole, bagnarlo e correre dal veterinario'.
- TOELETTA: La tosatura va bene, ma andrebbe fatta prima del gran caldo e senza rasare troppo il cane, altrimenti la pelle non fa in tempo ad abituarsi al sole e ad 'abbronzarsi'. Occhio per i Lassie (pastore scozzese), perche' non hanno pigmenti sul naso e quindi si ustionano.
Lo stripping, che dirada il pelo, per razze come fox terrier e schnauzer e' ok. Attenzione invece alle razze che hanno una muta precisa, come il pastore tedesco, non vanno assolutamente toccati.
- ARIA CONDIZIONATA: Non fa male, ma l'animale dovrebbe evitare di mettersi sotto il bocchettone dell'aria fredda, potrebbe avere problemi gastrointestinali. In appartamento lasciare in funzione almeno le pale del soffitto.
- ACQUA: Tanta acqua a disposizione da cambiare costantemente.
Anche per i gatti scegliere una bella ciotolona da insalata, non una tazzina. Se si va in gita con il cane, evitare tour de force e portare 1litro d'acqua solo per lui.
- CIBO: L'alimentazione d'estate rimane la stessa. Se l'animale non finisce subito la sua pappa, meglio aumentare il cibo secco, altrimenti quello umido diventa un ricettacolo di batteri.
- VACCINAZIONI: Per il gatto meglio fare il richiamo della trivalente, se va all'aperto anche leucemia felina. Per il cane oltre alle solite vaccinazioni aggiungere la leptospirosi.
Attenzione al passaporto del cane da richiedere alla Asl, che sostituisce certificati di buona salute. E' opportuno informarsi, anche tramite il proprio veterinario, su strutture nel luogo di villeggiatura in caso diemergenza. (ANSA).
L'altra sera ho assistito ad un'interessante conferenza sui cani, in cui venivano insegnate le maniere adatte per comunicare con loro e soprattutto per capirli.
Infatti il più delle volte, noi fraintendiamo i suoi comportamenti.. e molti neppure li notiamo, perchè non fanno parte della nostra comunicazione "corporea".
Invece, saper interpretare questi comportamenti è utilissimo per permetterci di conoscere cosa sta pensando il nostro cane.
Ecco alcuni comportamenti che i cani usano per "calmare" l'altro individuo con cui hanno a che fare, perchè magari lo considerano troppo invadente o aggressivo nei loro confronti.
Talvolta usano questi stessi comportamenti per calmare loro stessi in situazioni particolari di cui vi fornirò esempi.
1. Annusare per terra: questo è uno dei comportamenti maggiormente messi in atto dai cani, che spesso usano con noi quando ci vedono un pò... "alterati". Un esempio pratico in cui troviamo questo comportamento calmante è quando abbiamo il nostro cane libero e notiamo un pericolo (o comunque qualcosa che ci mette in allarme) e quindi dobbiamo richiamare rapidamente il cane affinchè venga verso di noi. Così spesso usiamo un tono molto più alto del solito e magari cominciamo pure a gestualizzare in modo incomprensibile al cane.. Questo, vedendoci improvvismente nervosi, magari comincia a venire verso di noi ma improvvisamente un finto odore interessantissimo coglie il suo interesse e così il nostro "perfido" cane non ci degna più di un'occhiata. Questo, ovviamente, ci fa arrabbiare ancora di più e ci costringe a correre a prenderlo (cosa sbagliatissima! Non fatelo mai. E' sempre il cane che deve venire verso di voi. Non dobbiamo obbligarlo a venire ma invitarlo, magari attraverso il gioco o facendo finta di andarcene).
In realtà questo comportamento può essere eliminato attraverso un comportamento di richiamo del cane con tono tranquillo e sereno.. anche se spesso mi rendo conto che può essere difficile mantenere la calma. In ogni caso, ricordiamoci che le punizioni non servono a niente, ma che anzi, possono avere l'effetto inverso in quanto queste diminuiscono ancor di più l'interesse che il cane può avere nei nostri confronti.
2. Curvare la testa o l'intero corpo: Questo comportamento lo notiamo spesso nei nostri cani quando un cane troppo invadente (magari un cucciolone) si avvicina al nostro correndo, oppure quando qualche persona che il cane non conosce abbastanza bene lo abbraccia sul collo. Quest'ultimo comportamento ricordiamoci che è estremamente comunicativo per il cane in quanto chi abbraccia dice a chiare lettere: "Io ti domino, sono più forte di te", e se questo gesto dovesse farlo un bambino che il cane non conosce potrebbe essere seguito da un morso. Infatti, il nostro quattro zampe aveva cercato di dirgli in tutti i modi alla persona che non gradiva quel certo comportamento, attraverso i comportamenti riportati qui, ma noi purtroppo non lo ascoltiamo quasi mai. Ricordiamoci che l'aggressione è la conseguenza a molti altri atti comunicativi da parte di due individui. Quindi ricordiamoci che se il cane gira la testa distogliendo lo sguardo da noi, o addirittura si alza e si gira, ci sta dicendo: "lasciami in pace, ciò che fai non mi piace, fai finta che non ci sia".

Qui sopra possiamo vedere una bimba che accarezza un cane, il quale ha girato l'intera testa (non può andarsene, perchè come vedete è tenuto ad una slitta). Questo cane probabilmente sta supplicando la bimba di lasciarlo in pace.
3. Leccarsi il naso: Questo comportamento facciamo molta fatica a notarlo per via della velocità con cui viene eseguito. Tuttavia sarà più facile notarlo se scattiamo varie foto al nostro cagnolone. Infatti quest'ultimo può essere un pò infastidito dalla macchinetta fotografica (soprattutto se ha lo zoom) perchè non capisce cos'è quella cosa che gli puntiamo addosso e che fa uno strano rumore.
Spesso, il leccarsi il naso, è accompagnato dal gesto di girare la testa e come per tutti i comportamenti visti qui sopra, è un segnale chiarissimo del cane che ci sta dicendo: "Basta. Calmati." Oppure, come abbiamo già detto, può servire a calmare se stesso. Per farvi un'esempio di come metta in atto questo comportamento, vi ricordo un classico: quando voi mangiate qualcosa davanti al cane (e questo non è stato abituato a starsene buono e tranquillo a cuccia), questo verrà ad elemosinare sicuramente qualcosa chiedendo in primo luogo con lo sguardo. Ma quando noi ci gireremo a guardarlo, potremmo notare che spesso il cane gira la testa dall'altra parte e magari si lecca più volte il naso. Il più delle volte questo comportamento è messo in atto dopo che gli avremo detto "NO!" ai suoi primi tentativi di ricevere qualche pezzetto di ciò che stiamo mangiando.

4. Alzare la zampa: Comportamento in generale usato più dai cuccioli che dagli adulti. E' come se il cane cercasse di allontanarsi ma non potesse farlo fisicamente perchè magari lo stiamo tenendo al guinzalglio.
Anche questo serve a dire: "Lasciami stare, preferisco che tu non ti avvicini troppo".

5. Dare la zampa: Questo gesto può avere due significati. O "fammi le coccole" (e quindi non viene usato come comportamento calmante) oppure per comunicare un "Smettila".
Ricordiamoci, che nel primo caso, è importante non dare al cane le coccole che cerca in quanto la richiesta di poter fare le coccole al cane dovrebbe venire sempre da noi. Siamo noi che dobbiamo avere l'iniziativa di qualsiasi cosa (di giocare, di mangiare, di uscire, di coccolarlo), perchè è sempre il capo del branco che ce l'ha, tra i cani. E noi dobbiamo cercare di mantenere la nostra lidership onde evitare spiacevoli episodi.
Se il cane ci chiedesse le coccole in questo modo dovremmo operare in questa maniera: Ci chiede le coccole con la zampa, noi gireremo allora la testa dall'altra parte (comunichiamo al cane che vogliamo essere lasciati in pace, usando un comportamento calmante che il cane conosce benissimo). Una volta che il cane si sarà allontanato richiamiamolo e offriamogli tante coccole, una volta che ci sarà venuto vicino.
Questo è il modo migliore di comportarsi. Un modo che usano i cani stessi per comunciare tra loro.
Ricordiamoci che i comportamenti generalmente inspiegabili dei cani in realtà, sono un tipo di comunicazione chiarissima e molto semplice. Il solo problema è che noi non la sappiamo.
Le vacanze stanno per cominciare.. ed è il momento di pensare a dove andare. Ma i nostri amici a 4 zampe dove li mettiamo?
Ogni estate la stessa cosa... migliaia di cani, gatti, tartarughe, pesci rossi vengono abbandonati ovunque. Cani e gatti per la strada (si stima che nei mesi caldi ne venga abbandonato uno ogni 2 minuti), tartarughe e pesci rossi nella prima pozza d'acqua che capita. Ma poi cosa succede? Generalmente cani e gatti muoiono sotto una macchina, magari creando anche incidenti stradali perchè disorientati. Molto spesso altrimenti, finiscono in un canile. Il più delle volte per tutta la vita.
Già, perchè l'animale abbandonato difficilmente sarà un cucciolo. Sarà un adulto... abbandonato perchè cresciuto troppo o semplicemente perchè in vacanza non si ha certo la voglia di portarsi dietro un cane.
E i pesci rossi e le tartarughe? Anche questi spesso crescono più di quanto si pensi. E così alla fine la soluzione migliore dei genitori è di abbandonare l'animaletto su un fiume o una fontana, con conseguente tristezza del bambino a cui era stato regalato quando era ancora piccolino.
Questo però può causare notevoli danni all'animale stesso e a quelli autoctoni: infatti le tartarughe abbandonate ormai sono tantissime e cominciano a popolare i nostri fiumi mangiandosi con voracità i nostri piccoli animali che dalle nostre parti magari non avrebbero neanche avuto predatori naturali.. con conseguente danno all'ecosistema (che già ha i suoi grandi problemi, che tutti noi conosciamo).
Ricordiamoci che le tartarughe vendute nei negozi e i pesci rossi non sono provengono dall'Italia.. per non creare danni all'ecosistema al massimo potremo provvedere ad un laghetto artificiale nel nostro giardino (di questo ne parleremo nei prossimi articoli) o al massimo regalandoli ad amici che ne hanno uno e sanno occuparsene.
Ma allora cosa fare?? Il mio consiglio per chiunque non voglia avere tra i piedi un animale in vacanza, è quello di portarlo in una pensione (parlando di cani e gatti) o eventualmente di farseli accudire in casa da amici.
Per questo, ecco gli indirizzi e i siti in cui potrete trovare ogni genere d'informazione sulle pensioni vicino a casa vostra.
Pensioni per cani:
http://www.tuttocani.it/pensioni.htm
http://www.animalservice.it/ep/pensioni+cani.asp
Indirizzi su tutti i posti in cui accettano i cani in vacanza (alberghi, spiagge, hotel, pub, ecc):
http://www.viaggiarecolcane.it/
http://www.dogwelcome.it/
http://www.iopossoentrare.it/ (possibilità di affitto di case private!)
http://www.qualazampa.it/dirSub.asp?catid=1&subid=2

Ricordatevi sempre che potevate essere voi a nascere cani, quella volta!!!
Per partecipare alla campagna contro l'abbandono di OK ANiMALi cliccate qui!
Per segnalazioni: aletogn@libero.it
mercoledì, 30 maggio 2007
Ecco qui qualcosa di divertente da fare col proprio compagno a 4 zampe: dei giochini d'intelligenza!!!
Questo, si basa sul fatto che il cane può avere una "reazione ritardata" data da uno stimolo.
Questa può essere osservata attraverso semplici giochini, nei quali si divertirà più il cane che voi, probabilmente...
Giochino n°1:
Una persona deve tenere il cane per il collare, mentre l'altra gli mostrerà un bocconcino appetibile che poi nasconderà subito sotto una tazza che userete per questo gioco. Le tazze tevono essere due e identiche.
Continuate a tenere fermo il cane e distraetelo per un pò, in modo che non possa subito avventarsi sulla tazza, alla ricerca della ricompensa.
Fatelo giocare o portatelo a spasso. Dopo una ventina di minuti, portatelo davanti le due tazze.
Alcuni cani si baseranno sul fiuto per ritrovare il boccone, e per evitare questo vi consiglio precedentemente, di spostare il bocconcino nell'altra tazza senza che il cane vi veda.
Provate a vedere se il vostro amico cane si ricorda dove l'avevate messo precedentemente.. e in ogni caso, se non dovesse ricordarselo fategli comunque una grande carezza e dategli il bocconcino.
Giochino n°2:
Disponete tra voi e il vostro cane una barriera (uno steccato, un muro..) con un buco o un passaggio per il cane poco distante, e chiamatelo in modo che cerchi di raggiungervi.
La cosa importante è che il cane capisca da solo che per arrivare da voi deve passare attraverso quell'unico passaggio (non devono esserci altri modi per raggiungervi) che non sarà proprio di fronte a voi, perchè altrimenti sarebbe troppo facile.
In generale questo è un giochino più semplice.. per alcuni potrà sembrare ovvio, ma vi assicuro che se lo proverete con un cucciolo capirete che per il cane non era poi tanto ovvio..
Quando verrà da voi (e se non ci riuscisse dopo vari tentativi, andate voi da lui) giocate con lui e coccolatelo.

LA VISTA:

La vista del cane è un po’ diversa da quella dell’uomo, in quanto il primo vede meglio con luce scarsa (in quanto ha un maggior numero di bastoncelli nella retina), ma vede meno i colori rispetto all’uomo (in quanto ha un minor numero di coni).
Gli unici colori che vede il cane sono il bianco ed il nero, con le diverse sfumature che questi possono dare.
Inoltre, la posizione degli occhi del cane è più laterale rispetto all’uomo, e questo gli permette di avere un campo monoculare maggiore, ma ha lo svantaggio di calcolare con meno precisione le distanze.
Infine, il cane è provvisto di una terza palpebra rispetto a noi; la si può vedere premendo il bulbo oculare all’altezza della palpebra superiore), che gli fornisce una maggiore protezione.
L'OLFATTO:
Il cane ha la fantastica capacità di poter percepire e riconoscere gli odori circa mille volte meglio rispetto all’uomo.
Questo perché alcune zone del cane sono maggiormente sviluppate: la mucosa interna del naso che serve a percepire gli odori (area olfattiva), il naso (tartufo) è sempre umido per permettere di catturare anche le più piccole particelle odorifere nell’aria, l’area del cervello preposta al riconoscimento degli odori (40 volte superiore).
L'UDITO:

Le orecchie sono una delle parti del corpo che hanno subito le maggiori trasformazioni nella differenziazione delle razze.
La sensibilità uditiva è più accentuata sia per l’acutezza (capacità di cogliere suono lontani e deboli), sia per l’estesione (capacità di cogliere rumori a frequenze impercepibili per l’uomo).
Quindi egli riesce a cogliere suoni 4 volte più distanti di quelli che riusciamo a cogliere noi; oltre alla capacità di poter direzionare facilmente gli orecchi verso la fonte del suono.
La presenza di un nodulo grigio attaccato alla pelle del cane, che non sempre è riconosciuto dal proprietario, denuncia la presenza di una zecca. Si tratta non di un insetto, come molti pensano, ma di una specie di ragnetto, di solito una femmina adulta piena di sangue che con il suo robusto apparato buccale è saldamente fissata alla cute del cane.
Le zecche sono diffuse nelle regioni con clima temperato specialmente in primavera, estate ed autunno, quando la loro attività è maggiore. Tra le numerose specie di zecche quelle presenti in Italia sono, Rhipicephalus sanguineus, che costituisce il tipo di zecca maggiormente presente nel cane, ed altri due tipi di zecche, che si possono trovare sia nel cane, sia nel gatto nel nostro paese, e sono: Ixodes ricinus e Dermacentor marginatus.
Il ciclo vitale della maggior parte di zecche si sviluppa, nei suoi vari stadi (larva, ninfa e adulto) attraverso ospiti intermedi come roditori, conigli ed altri mammiferi. In particolare la zecca Rhipicephalus sviluppa il proprio ciclo biologico in tutti i suoi stadi su un unico ospite, questo vuol dire che sul cane, dove si nutrono con pasti di sangue, troviamo sia lo stadio larvale, sia quello di ninfa prima di diventare adulti, si può trovare anche sui ruminanti, specialmente gli ovini.
L’ancoraggio della zecca alla cute del cane è favorita dalla saliva che ha un’azione cementante e al tempo stesso anestetizzante, per questo motivo il morso della zecca non è doloroso e perciò non è percepito dalla vittima.
Le zecche possono attaccarsi a tutti i mammiferi, uomo compreso, ed agli uccelli; le secrezioni salivari della zecca, durante il pasto di sangue, possono trasmettere alcuni agenti infettivi, come Ehrlichia canis che può colpire cane e gatto, Ehrlichia phagocytophila che può colpire anche l’uomo, Rickettsia conori che colpisce cane e uomo, Babesia canis ed Hepatozoon canis, quest’ultima fa eccezione perché è trasmessa al cane previo ingestione della zecca.
I segni clinici di queste infezioni sono molteplici e non sempre specifici: febbre, depressione, mucose buccali e congiuntivali pallide, perdita di appetito, dimagramento, macchie emorragiche sulla cute (petecchie), lesioni oculari, zoppia, disturbi gastro-intestinali, ittero (babesia).
La diagnosi, a volte complessa, può essere fatta dal medico veterinario attraverso una visita clinica accurata e l’esecuzione di esami del sangue miranti a valutare le condizioni cliniche del soggetto e contemporaneamente alla analisi dell’agente infettivo causale mediante la ricerca degli anticorpi e/o dell’agente infettivo stesso. Dopo avere acquisito le informazioni necessarie sull’agente infettivo causale e sulle condizioni cliniche del soggetto il medico veterinario potrà stabilire la terapia più appropriata.
Cosa fare se trovate una zecca addosso a voi o sul vostro cane?
Innanzitutto al ritorno da una passeggiata in campagna o per i boschi o ai giardini pubblici, specialmente in primavera, è bene ispezionarvi attentamente alla ricerca di un’eventuale zecca, cercando fino all’inguine ed alle ascelle. Siccome il suo morso, quando si aggancia alla pelle, non è doloroso, come abbiamo detto, non la sentite addosso, non vi procura alcun fastidio, dovete vederla per accorgervi della sua presenza.
Sul cane bisogna ispezionare attentamente oltre a tutto il corpo, in particolare, gli spazi interdigitali, le ascelle e le orecchie.
Non cercate di togliere la zecca prendendola d’istinto con le mani per strapparla dalla pelle, perché in questo modo potreste contrarre qualcuna delle malattie infettive, suddette, attraverso gli umori presenti sulla zecca, oltretutto se cercate di toglierla in questo modo si rischia di lasciare all’interno della pelle il rostro (l’apparato buccale) della zecca, che può causare infezioni o ascessi. È sconsigliabile anche il metodo che consiste nell’applicare sulla zecca, prima di staccarla, un qualche liquido (petrolio, benzina, alcool), perché il soffocamento, provocato dalla presenza del liquido attorno alla zecca, le procura degli spasmi che causano un rigurgito di saliva e di sangue, facilitando così una ulteriore trasmissione di agenti infettivi.
Il modo migliore di togliere una zecca, se non avete la possibilità di rivolgervi ad un medico veterinario, è quello di prendere il corpo della zecca, con una pinza, il più vicino possibile al rostro, là dov’è attaccato alla pelle, ruotarlo e contemporaneamente tirandolo verso l’alto con delicatezza.
La migliore difesa dalle malattie infettive trasmesse dalle zecche, naturalmente, si basa sulla prevenzione. Bisogna considerare che questi cambiamenti climatici, di cui siamo vittime e protagonisti al tempo stesso, stanno favorendo un aumento della diffusione di questi parassiti, vettori di malattie infettive importanti; per questo motivo le possibilità di intervento sull’ambiente, almeno a livello personale, sono limitate a trattamenti dei giardini e dei terrazzi con specifici antiparassitari ambientali, mentre possiamo abbastanza agevolmente limitare l’azione della zecca sul cane mediante trattamenti antiparassitari specifici, di facile e pratica applicazione, che hanno un’azione repellente su questi parassiti esterni del cane e del gatto, cioè che mirano ad evitare il loro contatto col cane o col gatto..
E' necessario, tuttavia, farsi consigliare dal medico veterinario che potrà fornire indicazioni ed informazioni adeguate, sia sul tipo di prodotto da utilizzare in base alla specie del nostro amico a quattro zampe, cane o gatto o coniglio, all’ambiente di vita, se in campagna o in casa, sia sulle modalità di applicazione del prodotto antiparassitario scelto, per evitare effetti indesiderati o perdita di efficacia dell’azione prevista del prodotto.
Del: 2 maggio 2007
Autore: Dott. Gaspare Petrantoni.
(dal web: http://www.comunemio.it/rubriche/animali/amicianimali_art39.asp )
L’aggressività è al centro di un acceso dibattito internazionale, focalizzato sull’ipotesi di una correlazione tra razza e aggressività. In Italia sono state formulate diverse proposte legislative, e in alcuni Stati membri dell’Unione Europea esistono già leggi che definiscono determinate razze come “potenzialmente pericolose”.
La FVE (Federazione Veterinaria Europea), massimo organismo comunitario rappresentante dei professionisti del settore, cui aderisce anche la FNOVI (Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani), ha espresso la sua posizione ufficiale nella circolare FVE/00/039, qui di seguito riportata:
-“ Nonostante alcuni paesi abbiano adottato misure specifiche per certe razze non esiste alcun’evidenza scientifica o statistica che suggerisca che queste misure possano in realtà diminuire la frequenza o la gravità delle aggressioni alle persone.
- Fino ad oggi non è stato ancora definito un criterio scientifico che, facendo riferimento esclusivamente alle caratteristiche razziali o morfologiche, possa classificare un cane come pericoloso
- Una legislazione specifica per razza si è dimostrata di difficile applicazione per i problemi esistenti, a livello della gente, nell'identificare con certezza un cane come appartenente ad una determinata razza o nel definire le razze appartenenti ad un certo tipo.
Questo è l'aspetto che rimane maggiormente controverso.
- Una legislazione specifica per razza genera una falsa e pericolosa convinzione nella gente che le razze non incluse nell'elenco di quelle pericolose non svilupperanno mai atteggiamenti aggressivi. L'aggressività è un comportamento normale e può essere manifestato da qualsiasi cane di qualsiasi razza, tipo o incrocio.
- Una legislazione specifica per razza non discrimina fra i singoli individui di una razza, molti dei quali possono non essere predisposti al comportamento aggressivo. Al contrario, tutti i soggetti appartenenti ad una determinata razza, indipendentemente dal loro comportamento, sarebbero soggetti alle medesime restrizioni legislative.”
Le ricerche scientifiche svolte in tutto il mondo hanno inequivocabilmente dimostrato che, anche se un animale è predisposto geneticamente per manifestare un comportamento, non sempre questo avviene. L’interazione tra genetica ed ambiente è complessa, e non tutti gli individui appartenenti ad una razza sono di uno specifico tipo comportamentale (Overall, 2001). Ciò è dovuto al fatto che la genetica non è l’unico fattore determinante del comportamento, i fattori ambientali e in particolar modo l’educazione e la gestione del cane da parte del proprietario, insieme a tutti i fattori presenti durante lo sviluppo del cane sono altrettanto se non più importanti della sua razza di appartenenza.
Citando Scott & Fuller (1965): “La componente di varianza rilevabile all’interno delle razze è il riflesso di differenze sia genetiche sia ambientali tra i soggetti di una stessa razza”. Differenti ricerche condotte negli ultimi anni concordano con quanto detto (Pinsolle et al., 1993; Rossi-Broy, 2000; Feddersen-Petersen, 2001; Presutti, 2001).
Tutti noi sappiamo, anche senza aver mai letto una ricerca scientifica, che non tutti i Pastori Tedeschi sono Rex e che molti cani appartenenti alle “razze pericolose” (vedi Rottweiler, i Pitt Bull e altri ancora) offrono servizio in ambito di protezione civile, salvando vite umane in cambio di una semplice carezza.
Quello che veramente forma il carattere ed il comportamento di un cane non è quindi la razza di appartenenza, bensì le sue esperienze precoci (se viene lasciato sufficientemente a lungo con la mamma ed i fratellini, se viene socializzato correttamente con persone, cani, altri animali e con l’ambiente in cui vive) e la sua educazione da parte della famiglia che lo adotta.
La nostra associazione APNEC (Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili) riunisce decine di professionisti del settore cinofilo che possono testimoniare quanto il lavoro di educazione ed addestramento gentile sia efficace nell’inserire armoniosamente un cane in ambito urbano e famigliare.
Un motto assai diffuso nel nostro ambito lavorativo è: “Un cane educato è un piacere per te e per le persone che ti stanno intorno”.
Il cane non nasce sapendo come ci si deve comportare nella nostra società umana, piena di regole e convenzioni a lui ignote: siamo noi proprietari che dovremo preoccuparcene, è nostra responsabilità aver cura di far comprendere al nostro amico come si deve comportare nel nostro mondo. Per questo, durante un percorso di addestramento, i proprietari imparano a educare, conoscere e comprendere veramente i loro compagni a quattro zampe: formazione ed informazione del proprietario sono la strada migliore per prevenire problematiche di varia gravità ed entità, aggressività inclusa.
Se potessi fare alcune proposte per diminuire realmente ed in modo efficace i casi di aggressività sarebbero le seguenti:
-
Vietare l’adozione di cuccioli sotto i due mesi di età: il cane deve restare con la madre ed i fratellini per imparare le prime regole fondamentali di convivenza. Quando questo non accade è assi frequente che il cane mostri comportamenti problematici, come dimostrato da diverse ricerche scientifiche.
-
I Comuni dovrebbero offrire a tutti i proprietari di cuccioli un percorso Puppy Class in modo gratuito ed obbligatorio, come accade in altri stati europei, ed organizzare incontri gratuiti con gli esperti del settore che aiutino i proprietari a comprendere meglio la gestione corretta dei loro cani e come prevenire episodi di aggressività
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Nelle scuole elementari e medie dovrebbero essere istituite lezioni di etologia tenute da docenti preparati in tale ambito che affrontino i principali argomenti (comprensione del comportamento, corretta gestione, prevenzione di episodi di aggressività): formare i futuri cittadini e proprietari è il modo migliore per prevenire problemi di convivenza cane-uomo. Oggi queste iniziative sono spesso delegate ai privati, che spesso operano gratuitamente offrendo la loro professionalità nelle scuole pubbliche, ricevendo raramente l’appoggio delle Istituzioni. Modificando i piani di studio a livello nazionale queste iniziative preventive sarebbero, ovviamente, molto più efficaci.
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Concludo con una proposta assai condivisa nel mondo della cinofilia moderna: che i proprietari di cani, in particolar modo dei soggetti appartenenti alle razze che si vogliono considerare più difficilmente gestibili, debbano conseguire un patentino, ovvero il brevetto “Buon Cittadino a Quattro Zampe”. (per info vedi qui: http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/notizie/razzepericolose.html)
Ci auguriamo che i legislatori prendano in seria considerazione la possibilità di intraprendere un dialogo costruttivo con i professionisti e gli esperti accreditati che operano nell’ambito cinofilo, per un confronto che porti ad un piano preventivo realmente efficace.
Dott.ssa Eleonora Mentaschi
Articolo preso da: http://www.oipaitalia.com/maltrattamenti/notizie/razzepericolose.html (in cui se ne può visualizzare la versione integrale)
L'ANATOMIA DEL CANE

La struttura e la conformazione fisica del cane sono delle caratteristiche date dalla selezione naturale in modo che egli riuscisse a muoversi con agilità e fermezza nell’ambiente. A questo si è aggiunta la selezione forzata delle razze da parte dell’uomo, il quale ha accentuato alcune caratteristiche dell’animale.

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L’apparato muscolare:

Particolarmente sviluppati, sono i muscoli del collo del cane, che devono proteggere la trachea, vari vasi sanguigni e la laringe, in seguito a lotte e morsi da altri cani.
Gli arti:
Gli arti sono adatti per lunghe corse a velocità sostenuta, anche se non permettono lo spostamento laterale. Quelli dei cani sono detti digitigrado, in quanto essi camminano sulla punta delle dita. Il loro piede è formato dall’equivalente delle nostre dita, mentre il pollice coincide con il suo sperone.
Infine, i nostri polpastrelli, sono i cuscinetti delle loro zampe.
Il cranio:
In merito alle trasformazioni subite dall’uomo, i vari tipi di crani sono tra i più differenziati:

Dolicocefalo (a naso lungo)

Brachicefalo (a naso corto)

Mesocefalo (con un naso intermedio)
L’apparato respiratorio:

Oltre al ricambio di ossigeno, nel cane la funzione respiratoria deve anche sopperire alla mancanza di un sistema di raffreddamento, che nell’uomo e negli altri animali è costituito dalla sudorazione.
Il cane, infatti, non suda, ma disperde il calore attraverso una respirazione accelerata detta iperventilazione.
La grande lingua agevola questo processo, offrendo un’ampia superficie all’evaporazione della saliva.
L’apparato digerente:
La salivazione è più abbondante rispetto a quella dell’uomo e viene stimolata anche solo dal rumore della ciotola o da qualche suono particolare che generalmente anticipa il pasto.
Il cane ha la capacità di deglutire pezzi di cibo molto grandi (come le ossa). La sua digestione avviene in circa quattro ore.

I denti:
 
Alla nascita il cane è senza denti, e la loro comparsa è solo verso le tre e le otto settimane con dentini piccoli e appuntiti, che sono equiparati ai denti da latte dei bambini.
Questi vengono persi tra il secondo e il sesto mese di vita del cucciolo, comportando spesso del dolore. Vengono così sostituiti dalla dentatura definitiva che è costituita da 42 denti forti e robusti.
Nella parte anteriore troviamo denti forti e taglienti (per tirare la carne via dall’osso o per estirpare l’erba, ad esempio), nella parte mediana troviamo denti lunghi e acuminati (per afferrare e trattenere la preda), ed infine larghi e forti nella parte posteriore (per spezzare e triturare le ossa).
lunedì, 20 novembre 2006
Oggi la trasmissione Forum ha emesso una sentenza veramente 'entusiasmante' per noi amanti degli animali!
Un tizio aveva regalato un cane di media taglia ad un amico e quest'ultimo di notte lo teneva a dormire nella propria auto adducendo la scusa che l'appartamento in cui vive è piccolo, i condomini si lamentano e siccome gli avevano già rubato 3 auto e non paga il furto/incendio nell'assicurazione, poichè sarebbe poi troppo cara, lui riteneva giusto tenere il cane in auto....capito?! a mò di ANTIFURTO! Si difende poi dicendo che l'auto è spaziosa (una station wagon), che il cane lì dentro ha pure la ciotola, la copertina, un peluche che gli fa compagnia....
Il giudice ha deliberato che il cane venga restituito all'amico che glielo aveva regalato oppure venga messo a dormire in una bella e confortevole cuccia, certamente più adatta a lui!
Sono pienamente d'accordo! Meno male che ora anche la legge è spessissimo dalla parte degli animali: evviva!
La teobromina contenuta nel cioccolato è tossica per i cani, i cavalli, criceti ed altri animali che sono incapaci di metabolizzarla .
Se un animale mangia del cioccolato in quantità consistente, la teobromina può permanere nel suo sangue fino a 20 ore, provocandogli disturbi che possono andare dalle convulsioni all'attacco cardiaco all'emorragia interna fino - nei casi peggiori - alla morte. Il primo trattamento, da eseguirsi entro due ore dall'ingestione, consiste nel provocare il vomito.
È quindi necessario interpellare un veterinario.

Lo sapevate che lo sbadiglio dei cani è diverso da quello delle persone?
Infatti, quello delle persone significa noia, come tutti sappiamo. Mentre quello dei cani implica grande disagio e stress nel cane.

domenica, 17 settembre 2006
In merito all'ultimo post scritto qui sotto, permettetemi un commento personale sull'argomento:
"NON ESISTONO CATTIVI CANI. ESISTONO SOLO CATTIVI PADRONI!!!!!

Se imparassimo tutti come ragionano i cani, sono sicura che non ci sarebbero più incidenti come quelli che accadono ai giorni nostri.
Vi faccio un esempio: una bambina in zona Padova è stata attaccata dal suo rottweiler poco tempo fa perchè giocava con l'altro suo cagnetto che era un barboncino. Dopo che è stata attaccata il rottweiler se non sbaglio (spero di sbagliarmi..) è stato soppresso.
Ora vi chiedo: come mai il rottweiler ha attaccato d'improvviso la bambina senza che prima avesse mai dato un minimo segno di violenza nei suoi confronti?
Ve lo spiego: un cane, vivendo con persone ed altri cani, si forma una gerarchia nella testa come fanno i lupi. Nella sua gerarchia lui era il maschio alfa (il capobranco), probabilmente.. o forse era sottomesso ai padroni, i genitori della bambina. Questo non lo so, ma non fa differenza.
Fatto sta che comunque il barboncino e la bambina erano sicuramente sottomessi al rottweiler, nella sua mente. Quindi la bambina, facendo troppe coccole al barboncino ha detto esplicitamente al rottweiler che preferiva il barboncino a lui come capobranco, sfidandolo involontariamente, in quanto essendo capobranco, il rottw. ha dovuto espriemere la sua superiorità.
Infatti, l'attacco si sarebbe evitato se la bambina avesse dato prima molte attenzioni al rottw. e poi un pochine meno al barboncino.
Si sarebbe evitato l'ospedale, i problemi psicologici e fisici alla bimba, e la preseunta soppressione del cane. Ci voleva tanto?!! Secondo me...........NO!
IL CANE PARLA... IMPARIAMO AD ASCOLTARLO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Un'ultima cosa e poi giuro che non polemizzo più.
Che senso ha fare un'ordinanza simile?!! no, perchè se non sbaglio a sto mondo esistono 3/4 di cani di razza meticcia. Ebbene, loro come vengono classificati? forse non esistono meticci "pericolosi"?!!
Come facciamo questa distinzione?! in base al peso? oppure all'indole? come si misura l'indole? potremmo mettergli davanti un gatto a tutti i cani e vedere se gli corre dietro come dice il "caro" veterinario dell'usl di Padova...
E poi scusate, ma come si fa ad abbattere lo stereotipo del dobermann, rottweiler e pitbull cattivo se solo quando scrivi su google una di queste razze sulle immagini, si trovano ragazzi dalla faccia incaxxata che si fanno chiamare così ( ), e poi si trovano solo cani istigati alla lotta oppure simboli che li richiamano stilizzati dal muso feroce, con tanto di denti e bava( )....!! no comment.
Avrei tanti altri dubbi ma direi che sono già abbastanza quelli che ho scritto... 
domenica, 17 settembre 2006
Cani, museruola e divieti: le regole per 92 razze
L'ordinanza del ministro Sirchia: non solo pit-bull nel mirino, regole severe anche per Terranova, Collie e San Bernardo
ROMA - Con la pubblicazione sulla «Gazzetta ufficiale» è entrata in vigore dal 14 settembre, con durata di un anno, l'ordinanza del Ministero della Salute che introduce limiti all'allevamento di 92 razze di cani con finalità aggressive e un'assicurazione obbligatoria per chi le possiede. Limiti al possesso, ma non soltanto: vengono riaffermate regole non nuove ma quasi sempre disattese, prime fra tutte l'obbligatorietà del giunzaglio e soprattutto della museruola per portare i cani in luogo pubblico. E su questo è probabile che i controlli saranno, ora, molto più severi. Ma ciò che probabilmente suscietrà polemiche è l'estensione dell'ordinanza a un ampio numero di razze. La legge riguarda i gruppi 1 e 2 della classificazione della Federazione cinofila internazionale. Un gruppo molto ampio (oltre un centinaio di razze) dove oltre ai pitbull, ai rottweiler, ai dobermann, cani ritenuti a torto o a ragione aggressivi, ci sono anche i molto più pacifici Collie, Terranova, pastore maremmano e San Bernardo. I divieti non si applicano ai cani per non vedenti o non udenti e nemmeno a quelli appartenenti a forze armate, polizia e protezione civile.
ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA - L'ordinanza stabilisce il divieto di incrociare, selezionare e addestrare i cani al fine di esaltarne la naturale aggressività o la potenziale pericolosità (in questa categoria ricadono ad esempio i pitbull); vietato anche somministrare agli animali sostanze dopanti. Inoltre, chiunque
possegga o detenga cani pericolosi è tenuto a stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi, definita secondo i massimali e i periodi di durata stabiliti dal ministero delle attività produttive.
PADRONI «VIETATI» - Fermo restando l'uso obbligatorio di guinzaglio e museruola in luoghi pubblici già previsto dalla legge, il provvedimento stila anche un elenco di categorie di persone cui è vietato acquistare, possedere o detenere cani pericolosi. Tra questi i delinquenti abituali o per tendenza, chi è sottoposto a misure di prevenzione o sicurezza personale, chi è stato condannato a oltre due anni di galera per delitti non colposi contro la persona o contro il patrimonio, chi è stato condannato per maltrattamento di animali, chi ha meno di 18 anni, gli interdetti e gli inabilitati per infermità.
martedì, 05 settembre 2006
L'hockeysta Ansoldi deferito dalla Fisg
Deferito per aver curato il suo cane: questo è quello che è successo a Luca Ansoldi. L'hockeysta meranese doveva rispondere alla convocazione azzurra per l'Ice Euro Challenge, ma non si è presentato perchè il suo amico a quattro zampe, di nome Brick, doveva essere accompagnato alla dialisi e nessuno in famiglia poteva, per impegni di lavoro. Il presidente
federale Bolognini ha così deferito il giocatore.Il suo cane è più importante della Nazionale azzurra, così Luca Ansoldi ha preferito curare il suo animale e rinunciare alla convocazione per l'Ice Euro Challenge. Brick, un coker spagnolo a macchie bianche e nere di 13 anni, è anemico e con problemi renali tali da richiedere lunghe sedute di dialisi.
Questa volta, però, a causa di impegni di lavoro, nessuno in famiglia poteva accompagnarlo, così Ansoldi ha deciso di non andare in nazionale e portare il suo amato amico a quattro zampe a curarsi.Questa decisione, però, potrebbe costargli caro, visto che il ct Mickey Goulet non l'ha presa assolutamente bene ed il presidente della federghiaccio Giancarlo Bolognino l'ha deferito. La Corte federale potrebbe ora sanzionarlo, ma lui ha detto che non poteva non curare il cane, perchè "è uno di famiglia".

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